Oristano, donna maltrattata indagata a sua volta per violenze sulla figlia di 5 anni

Denunciata dall’ex marito: «Segni sul volto della bambina». Il nuovo compagno condannato in primo grado per abusi

ORISTANO. Solitamente in tribunale i ruoli sono opposti: il padre accusato di maltrattamenti, la madre che si siede sul banco delle parti civili in nome della tutela del figlio o della figlia minorenne che avrebbe subito le violenze. Stavolta non è così perché l’indagine, che aveva portato già alla condanna di un’altra persona, vede sotto accusa la donna, denunciata proprio dall’ex marito.

Le strade con cui questo procedimento è finito in aula sono contorte. Per prima si era imboccata quella di un’inchiesta che ha già conosciuto la sentenza di primo grado, con cui era stato condannato il nuovo compagno della donna oggi sotto inchiesta. In quella prima occasione era proprio quest’ultima ad aver denunciato i maltrattamenti, accusa per cui ora è sul registro degli indagati. A iscrivere il suo nome, in questa seconda tranche del procedimento, è il pubblico ministero Sara Ghiani che aveva raccolto la denuncia dell’ex marito dell’indagata. Dietro c’è una storia familiare alquanto contorta che vede la coppia separarsi. Iniziano così anche gli strascichi giudiziari per l’affido della bambina, ma quelle sono questioni di tipo civile. Intanto però arriva la querela da parte del genitore che dice di aver notato più volte dei segni sul viso della figlioletta. Li associa a delle lesioni e così, qualche mese fa, decide di rivolgersi alle forze dell’ordine.

L’inchiesta a quel punto è automatica e, dopo le prime fasi, ieri mattina si è svolto l’incidente probatorio di fronte alla giudice per le indagini preliminari Federica Fulgheri, atto che probabilmente segnerà anche in maniera determinate l’andamento del procedimento. Nell’aula per le audizioni protette, la piccola che oggi ha cinque anni, è stata esaminata dai periti nominati dalla stessa giudice che ora avranno novanta giorni per esaminare le risposte della bambina e stabilire se da queste si possano acquisire delle certezze sui maltrattamenti psicologici e fisici che la madre, difesa dall’avvocatessa Manuela Cau, avrebbe inferto alla figlia.

In aula c’era anche il padre, affiancato dall’avvocatessa Cristina Puddu che lo assiste dal momento della sua costituzione come parte civile. Davanti a tutti un dubbio: la bimba ha davvero subito i maltrattamenti oppure il caso giudiziario è figlio di una situazione di conflitto tra i due genitori che avrebbe spianato la strada per risolvere in tribunale controversie di altro tipo? Sono risposte che arriveranno tra tre mesi, visto che i periti del giudici hanno chiesto tempo per valutare al meglio l’esito dell’audizione protetta.

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