Delitto del lago, tocca alle parti civili

Seconda udienza del processo d’appello per l’omicidio di Manuel Careddu

GHILARZA. Tocca alle parti civili. L’udienza è fissata alle 9.30 in Corte d’appello e a parlare saranno gli avvocati Luciano Rubattu e Gian Francesco Piscitelli. Facile prevedere ciò che sosterranno, difficile ipotizzare che si discosteranno di molto rispetto a quanto già ribadito in primo grado e in tutto il processo che ha riguardato gli imputati minorenni all’epoca dei fatti. Sull’aula del tribunale di Cagliari aleggerà ancora una volta la figura di Manuel Careddu, il diciottenne di Macomer, ucciso a colpi di pala e picozza l’11 settembre 2018 in un terreno sulle sponde del lago Omodeo, nel territorio di Soddì.

Chiusa con la doppia condanna a sedici anni la parte processuale che riguardava i due minorenni Giada Campus e Cosmin Nita, la battaglia legale è tutta incentrata sugli altri tre amici ghilarzesi poco più che ventenni, che in primo grado furono condannati. Christian Fodde si era beccato l’ergastolo, Riccardo Carta trent’anni, Matteo Satta sedici anni e otto mesi per via dei diversi ruoli nelle fasi dell’omicidio o in quelle successive della soppressione del cadavere, che fu seppellito prima nel luogo del delitto, quindi in un terreno alla periferia di Ghilarza e ritrovato solo dopo parecchi giorni.

Le difese, affidate agli avvocati Aurelio Schintu, Angelo Merlini e Antonello Spada, avranno però da attendere. Il rito abbreviato che si svolge di fronte alla corte d’assise d’appello inizierà con le parole degli avvocati di parte civile che tutelano Fabiola Balardi e Corrado Careddu, madre e padre della vittima che pagò con la morte il fatto di aver chiesto il pagamento di un debito di droga. Poi è possibile che inizino le arringhe difensive, con gli avvocati. Riusciranno a ottenere una pena meno severa? Nella scorsa udienza la procuratrice generale Liliana Ledda aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado. (e.carta)

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