Tartaruga trovata morta in spiaggia

Individuata a San Giovanni, potrebbe aver ingerito della plastica

CABRAS. Vicino a Capo San Marco, nella spiaggia dell’istmo, tre ricercatori del CNR, Andrea Camedda, Andrea De Lucia e Luca Palazzo, hanno recuperato, per conto del CReS un piccolo esemplare di Caretta caretta morto. «È lungo 25 centimetri e senza una pinna – spiega Andrea Camedda – Aveva tra i 4 e i 5 anni. Queste tartarughe dovrebbero arrivare a 100 anni, ma spesso, a causa dell’attività dell’uomo muoiono molto prima. C’è stata segnalata la sua presenza giovedì sera e venerdì mattina eravamo in spiaggia».

L’esemplare sarà ora analizzato da un centro specializzato. «Abbiamo trovato il punto dove era spiaggiata, preso le misure biometriche e quindi identificato la specie – ha raccontato il biologo marino –. Il decesso era recente, così l’abbiamo prelevata e sarà analizzata da un istituto profilattico. Sarà analizzato il contenuto dello stomaco, per vedere cosa abbia mangiato».

Sempre più frequente, nell’apparato digerente delle tartarughe, viene rilevata la presenza di plastiche. «Abbiamo notato che, il 90% delle tartarughe che troviamo ultimamente, siano esse vive o morte, ha ingerito plastiche – sottolinea il ricercatore –. La plastica non sempre causa la morte dell’animale, ma può creare blocchi all’apparato digerente e ridurre l’assorbimento delle sostanze nutritive. L’altra cosa grave è che la plastica rilascia delle sostanze tossiche nei tessuti». Da cui l’appello: «Desideriamo sensibilizzare i pescatori, i diportisti, ma anche i cittadini comuni che fanno una passeggiata in spiaggia, affinché si rivolgano a noi o alle autorità competenti in caso di avvistamento di una tartaruga o di un cetaceo». (p.camedda)

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