Niente Sartiglia, il covid batte la giostra

I gremi non accolgono la proposta di svolgere la manifestazione in formato ridotto con un componidori e in un solo giorno

ORISTANO. Sartiglia addio. Tutto sembrava pronto, restavano solo alcuni dettagli da limare. Ma è proprio su uno di questi dettagli che gli ingranaggi della macchina organizzativa della giostra ormai imminente si sono inceppati, come su una sporgenza che non è stato possibile appianare. Alla fine, per la prima volta da secoli, non ci sarà nemmeno una parvenza di Sartiglia. Neanche la vestizione in forma riservata nel giardino dell’episcopio e la fugace benedizione da parte del Componidori in una via Duomo deserta e blindata con varchi presidiati dalle forze dell’ordine.

Le intenzioni dei gremi erano quelle di salvaguardare gli aspetti minimi della tradizione secolare della giostra equestre e l’ipotesi di svolgere tutto in una sola giornata anziché due, magari con un capocorsa per ciascuna corporazione che però fosse sul percorso lo stesso giorno, è sembrata loro un fatto di carattere totalmente diverso: uno stravolgimento della tradizione e non un suo mantenimento. Così, per quanto sino a ieri non fosse stata posta alcuna imposizione vera e propria, dopo la riunione del Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza, l’ottimismo è diventato sempre più flebile.

Uniti nell’idea di non modificare in maniera così radicale la giostra, il gremio dei Falegnami e quello dei Contadini hanno opposto un no deciso: «Meglio nulla a questo punto». Impensabile, per il Comune e per la Fondazione, scavalcare i depositari della tradizione. Lo avevano detto sin dall’inizio che la decisione finale spettava ai gremi e che loro si sarebbero fatti carico solo della trasposizione delle proposte in un progetto scritto. Progetto scritto che, nelle richieste di prefettura e questura, avrebbe dovuto articolarsi in una sola giornata. Alla fine il Comune e la Fondazione hanno sostenuto la richiesta dei due gremi e così, il sindaco Lutzu, il presidente dell’istituzione Sartiglia Luigi Cozzoli e i due presidenti dei gremi, Nando Faedda e Antonello Addari, hanno varcato le porte della prefettura, alle cinque e mezzo di ieri pomeriggio, già d’accordo su quello che avrebbero chiesto al prefetto Gennaro Capo e alla questore Giusy Stellino.

«Abbiamo ribadito il progetto che tutti già conoscono: due giornate separate, con vestizione e benedizione ridotte al minimo», spiega il presidente dei Contadini Faedda all’uscita della riunione, un’ora dopo. Le facce non sono allegre. Il sindaco Lutzu ci tiene a precisare: «Non c’è stata alcuna contrapposizione fra noi e le autorità, semplicemente ognuno ha fatto il proprio lavoro». «Abbiamo fatto una proposta minima, ma non si è trovata la quadra» commentano i quattro, protagonisti, loro malgrado, di un evento storico. Dove non erano riusciti la peste e la guerra, è arrivato il covid.

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