Teatro pronto a marzo, ma a metà

Confermata la riduzione dei posti perché mancano i soldi per completare i lavori

ORISTANO. Il formato ridotto per il teatro Garau è confermato. Per ora, sino a quando non saranno realizzati i lavori da 500mila euro nell’ala che si affaccia su via Parpaglia per i quali esiste il progetto ma non il finanziamento, si potrà contare solo sui 278 posti della platea che, presumibilmente, dovranno essere ridotti a 139 quando i teatri potranno finalmente riaprire i battenti, se sarà adottato il sistema dei posti alternati per le norme contro il covid.

La buona notizia invece è che i lavori stavolta sono davvero quasi conclusi. Dopo gli annunci e la riapertura saltata nella prima decade di dicembre, nessuno vuole prendersi la responsabilità di dare una data precisa, ma la consegna dell’opera è attesa intorno al 15 marzo. «Dal punto di vista degli impianti tutto è pronto, ora le maestranze stanno smontando le impalcature», spiega il presidente della commissione Lavori pubblici Luca Faedda, al termine del sopralluogo svolto ieri pomeriggio insieme ai colleghi della commissione Cultura.

L’inatteso prolungamento dei tempi sarebbe dovuto soprattutto alle difficoltà nel reperimento e nelle lavorazioni di alcuni materiali, soprattutto i pannelli in ciliegio che dovrebbero finalmente risolvere il cronico problema della pessima acustica del Garau. Anche la galleria è pronta, ma non sarà possibile utilizzarla da subito. Il fatto è che, con tutte le uscite collocate sul lato di via Serneste, le norme antincendio impediscono di affollare anche la galleria da 120 posti. Qualche componente della commissione, però, lascia filtrare ottimismo sul fatto che questa limitazione possa sparire con il superamento delle misure anticovid. In ogni caso, il bando aperto sino al 25 marzo per la gestione del teatro esclude la galleria dalla concessione.

Ci sarà la riapertura a metà anche per i camerini: ne sono stati recuperati due, i più grandi, ma per gli altri bisognerà attendere il secondo lotto dei lavori. Il discorso è valido anche per l’ingresso storico di via Parpaglia: per ora attori, maestranze e pubblico entreranno dai due ingressi di via Serneste e la convivenza con il traffico si annuncia complicata.

«Siamo soddisfatti di questo sopralluogo e pensiamo che sia stato fatto un buon lavoro anche dal punto di vista estetico. Ora voglio essere ottimista per il buon esito del bando di affidamento» commenta Luca Faedda. Meno soddisfatto il consigliere indipendente Francesco Federico: «Avevamo richiesto questo sopralluogo quattordici mesi fa e, sino alla delibera di indirizzi della giunta di agosto scorso, nessuno ci aveva mai informati del fatto che il finanziamento non sarebbe bastato a completare il progetto. Il teatro rischia di restare incompleto per molto tempo». (dav.pi.)

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