La cameriera si reinventa come badante

Per la seconda stagione di seguito, Pasqua non è stata caratterizzata dalla riapertura delle strutture turistiche, degli alberghi e del rinnovo dei contratti per tantissimi lavoratori. La totale...

Per la seconda stagione di seguito, Pasqua non è stata caratterizzata dalla riapertura delle strutture turistiche, degli alberghi e del rinnovo dei contratti per tantissimi lavoratori. La totale assenza di previsioni certe per l’estate ormai imminente, ha imposto, per molti ex stagionali, la ricerca di un impiego alternativo, cambiando del tutto mestiere e non sempre con un regolare contratto di lavoro. «Una cameriera d’albergo, nostra iscritta, ora fa la badante. Non è facile per chi ha maturato negli anni una certa professionalità dover cambiare così radicalmente lavoro. Quando però non hai alternative, non puoi fare altrimenti», racconta il segretario provinciale della Cgil, Andrea Sanna. «L’emergenza sanitaria però ha riflessi ben più cupi: ha palesato ulteriormente il lavoro “povero”, quello dei contratti a termine, quello che non offre stabilità. Ora – prosegue – per poter andare avanti c’è chi accetta anche di lavorare in nero. Purtroppo non è facile far emergere il lavoro irregolare, ma non possiamo nemmeno permettere che il fenomeno si sviluppi ulteriormente». (m.c.)

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