Isola del romanico, Oristano fa il suo ingresso

Il capoluogo entra a far parte della Fondazione che valorizza beni culturali e monumenti

ORISTANO. Archiviato lo slittamento del voto della settimana scorsa, perché mancava il parere dei revisori dei conti, il consiglio comunale ha approvato nella seduta di giovedì sera all’unanimità l’ingresso di Oristano nella fondazione “Sardegna isola del romanico”. «Con la trasformazione della Rete del Romanico in fondazione – ha spiegato l’assessore alla Cultura Massimiliano Sanna – saremo in grado di costruire progetti e programmi per partecipare con maggiore concretezza e possibilità di successo ai bandi europei per valorizzare il patrimonio culturale del romanico della nostra città e dell’intero territorio sardo nel panorama del romanico europeo. È un nuovo contributo alla crescita culturale e turistica del territorio, ma anche un’importante premessa per tutelare un patrimonio architettonico di grande pregio, che richiede risorse a cui sarà più semplice accedere grazie alla fondazione».

Il Comune di Oristano si trova in buona compagnia, dato che molti altri centri della provincia hanno già dato la loro adesione, come Santa Giusta che è da sempre tra i più coinvolti nelle iniziative in favore della rete di comuni che aderiscono all’iniziativa o come Solarussa.

Buona parte del patrimonio romanico cittadino è andato disperso nel corso dei secoli, ma rimangono esempi di architettura civile come le due torri medievali di Portixedda e San Cristoforo, ed elementi che si possono rintracciare in otto luoghi di culto: la cattedrale, il convento di San Francesco, le chiese di San Mauro, Santa Chiara, San Giovanni dei Fiori, Santa Petronilla, Santa Maria Maddalena a Silì e infine l’oratorio delle Anime a Massama, scelto dal Comune come simbolo del romanico oristanese. (dav.pi)

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