Lacci e trappole per animali, denunciato un bracconiere

CABRAS. Gli agenti della forestale del dipartimento di Oristano, coordinati dalla direttrice del servizio Maria Tiziana Pinna, durante un pattugliamento in un’area frequentata da dai bracconieri,...

CABRAS. Gli agenti della forestale del dipartimento di Oristano, coordinati dalla direttrice del servizio Maria Tiziana Pinna, durante un pattugliamento in un’area frequentata da dai bracconieri, hanno rinvenuto e sequestrato diversi lacci d’acciaio utilizzati per la cattura dei cinghiali e denunciato un bracconiere. Le trappole erano state posizionate in prossimità di una recinzione metallica che si trova in un terreno nelle vicinanze della spiaggia di Is Aruttas.

Gli agenti del corpo forestale e vigilanza ambientale di Oristano stavno monitorando la zona da diversi giorni, con una serie di servizi mirati e di lunghi appostamenti e la loro costanza alla fine è stata premiata. Quel genere di trappole, nelle quali molto spesso finiscono anche altri animali, è purtroppo ancora molto diffuse. Se vi rimane prigioniero subisce delle vere e proprie torture che lo portano a una morte lenta e molto dolorosa. Infatti, nel vano tentativo di liberarsi dalla morsa che li tiene stretti, si procurano ferite laceranti e profonde al collo e qualche volta, quando il laccio si stringe intorno alla zampa, corrono il rischio di tranciarsela e di agonizzare per giorni prima di morire dissanguati.

L’operazione portata a termine mercoledì, si inquadra nell’attività di controllo del territorio a tutela dell’ambiente e della legalità. «Il Corpo Forestale è sempre impegnato in prima linea con un grande impiego di risorse umane e strumentali per arginare l’illegalità», spiega la direttrice del Reparto oristanese Maria Tiziana Pinna. Qualche anno fa, a Funtana Meiga, un bracconiere rimasto impunito uccise un cinghialetto a coltellate. L’animale aveva commesso l’errore di fidarsi troppo degli esseri umani e si avvicinava per prendere il cibo. Eventuali comportamenti illeciti relativi alla commercializzazione derivanti dalla caccia di frodo e dall’uccellagione, possono essere segnalati dai cittadini, anche in forma anonima, al numero 1515.

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