I sindaci in piazza per disperazione

Ennesima manifestazione e nuovo appello alla Regione, mentre si aggravano le carenze sul fronte dell’assistenza

SIMAXIS. Sono arrivati quasi tutti, con le fasce tricolori indosso, a sottolineare l’ufficialità della loro protesta. I sindaci del Distretto sanitario di Oristano, che qualche mese fa erano andati a denunciare in Consiglio regionale la drammatica situazione dela sanità pubblica del territorio, sono nuovamente in fibrillazione. La campagna di vaccinazione che va a rilento e addirittura nemmeno iniziata nei Comuni di Solarussa, Simaxis, Ollastra e Zerfaliu. Ed ancora: paesi che da mesi aspettano il rimpiazzo dei medici di base andati in pensione, con il risultato che a migliaia di pazienti è negata quel minimo di assistenza sanitaria che dovrebbe essere garantita. Su tutto, grava la situazione drammatica del Pronto soccorso dell’ospedale San Martino, dove la carenza di medici e infermieri, più volte denunciata, mette a rischio l’attività del reparto che nel passato recente è rimasto chiuso per mesi. Un quadro sconfortante denunciato in assemblee e attraverso documenti. Ora, i primi cittadini chiedono un cambio di rotta. «Lo chiediamo alla politica che deve intervenire dato che prima non l’ha fatto. Le carenze di personale del Pronto soccorso non sono un fatto recente: sono anni che lo denunciamo, ma nulla è cambiato»: le parole del sindaco di Oristano, e presidente del Distretto, Andrea Lutzu che ha aperto la manifestazione, sono il segno evidente dell’indignazione degli amministratori: «È finito il tempo delle promesse e dei rinvii», ha aggiunto. Poca gente, a parte i giornalisti e le forze dell’ordine (effetto delle restrizioni della “zona rossa”), hanno seguito la manifestazione tenuta sul piazzale dell’ambulatorio di igiene pubblica, fasciato dalle impalcature per la ristrutturazione di locali, dove ancora, non ci sono medici in servizio. «Abbiamo scelto questo luogo perché simboleggia la condizione della precarietà dei servizi sanitari: sono tantissimi i paesi dove gli ambulatori dell’igiene pubblica dove si dovrebbero svolgere le vaccinazioni, sono fatiscenti», ha detto il vicepresidente del Distretto, Luigi Tedeschi, sindaco di San Vero Milis. I primi cittadini rivendicano maggior considerazione nella programmazione di interventi fondamentali come la campagna di vaccinazione.

Lo hanno chiesto il sindaco di Simaxis, Giacomo Obinu e il suo omologo di Solarussa, Mario Tendas: «Siamo sempre in prima linea: la Assl ci ha chiesto gli elenchi degli ultraottantenni che abbiamo trasmesso puntualmente. Abbiamo messo a disposizione le nostre strutture, eppure qui di vaccinazioni non si vede l’ombra». C’è poi il problema della distanza dei centri dell’interno che chiedono che le vaccinazioni vengano fatte nei loro Comuni. «Le micro strutture comunali – ha detto il sindaco di Cabras, Andrea Abis– hanno funzionato».

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