Terralba 40 borse lavoro per favorire le assunzioni

Destinate dalla Caritas alle aziende che chiamano lavoratori della diocesi Ci sarà una graduatoria e saranno cumulabili con altri incentivi e sgravi 

TERRALBA. La Caritas si attiva per contrastare la disoccupazione. Quaranta borse di lavoro, ciascuna del valore di 2000 euro, saranno destinate dalla Caritas quale contributo all’assunzione di altrettanti lavoratori residenti in uno dei 39 comuni della diocesi di Ales-Terralba. Con questa iniziativa – cumulabile con altri incentivi statali e regionali destinati a favorire gli sgravi per le assunzioni – la diocesi guidata da monsignor Roberto Carboni, cercherà di risvegliare il mercato del lavoro locale e favorire l’avvicinamento dell’impresa al lavoratore. Non è un caso, infatti, che l’iniziativa parta da una diocesi che ha sede nel Guspinese, Terralbese e Alta Marmilla, aree dove storicamente detengono il primato negativo di disoccupazione. Da qui l’iniziativa della Caritas, finanziata con i fondi dell’8 per mille. «La consapevolezza che è necessario sostenere la cultura del lavoro come fonte di dignità e di sostentamento per le donne e gli uomini del nostro territorio – dice il direttore della Caritas, don Marco Statzu - spinge a investire sul valore delle relazioni, sull’importanza delle competenze, sul far incontrare domanda e offerta di impiego». In una nota, la Carita ssottoline: «Ovviamente saranno favorite le assunzioni a lungo termine, ma anche a tempo indeterminato e determinato, che avranno un punteggio più alto nella graduatoria che andrà a formarsi, come pure l’assunzione di donne, meglio ancora se con figli minori a carico, tra le più penalizzate dalla crisi economica determinata dalla pandemia». Mentre per il lavoratore non sono fissati limiti di età, ma unicamente essere residente in uno dei 39 Comuni della Diocesi, per il datore di lavoro sarà necessario essere in regola con le normative di legge sui dipendenti, il pagamento dei contributi, la non appartenenza a categorie d’impresa contrarie alla dottrina sociale della Chiesa. Inoltre, la sede di lavoro dovrà essere obbligatoriamente in Sardegna. Le schede da compilare – disponibili, col il bando e i criteri d’accesso, sul sito della Diocesi (diocesialesterralba.va.it) – devono essere presentate entro e non oltre il 31 maggio. «È sembrato bello promuovere questa iniziativa in prossimità della festa di San Giuseppe lavoratore, sotto il patronato del quale già l’anno scorso si era attuata - dice don Marco Statzu - l’iniziativa del Fondo per le micro e piccole imprese che ha contribuito a sostenere un numero significativo di aziende e di famiglie». Un’attività può ricevere un massimo di due borse lavoro in funzione dell’assunzione di due persone. Può essere erogata una sola borsa lavoro per nucleo familiare. Le domande verranno esaminate e si formerà una graduatoria con punteggio.

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