Fiori e parole per celebrare i 140 anni della statua di Eleonora

ORISTANO. La città ha un primato indiscutibile che però sinora è stato poco valorizzato: è una delle poche al mondo ad aver intitolato la piazza principale a una donna e che, al centro di quella...

ORISTANO. La città ha un primato indiscutibile che però sinora è stato poco valorizzato: è una delle poche al mondo ad aver intitolato la piazza principale a una donna e che, al centro di quella piazza, ha messo 140 anni fa una statua che la rappresenta. Simbolo della città, insieme alla torre fatta costruire dall’avo Mariano II, la statua della giudicessa Eleonora d’Arborea è stata ieri al centro dei festeggiamenti organizzati dal Comune e dalla Fondazione Oristano per i suoi 140 anni di storia.

La strada da fare, per mettere la figura storica di Eleonora al centro della strategia culturale della città è ancora tanta: passa per l’apertura, attesa da anni, del museo della civiltà giudicale e per la digitalizzazione delle carte del Proceso contra los Arborea, custodite a Barcellona negli archivi della Corona aragonese. Sono questioni per il futuro, ieri è stato il momento delle celebrazioni condizionate dalle limitazioni, che hanno impedito l’organizzazione di eventi pubblici. Il momento più formale è stato nella Sala degli Evangelisti, dove sono intervenuti il sindaco Andrea Lutzu, il prefetto Fabrizio Stelo, il rappresentante dell’arcidiocesi Tonino Zedda, l’assesore alla Cultura Massimiliano Sanna e il direttore della Fondazione Francesco Obino e si sono svolte le letture curate da Gianfilippo Uda e Annalisa Torchia. Insieme a loro anche Luigi Piredda, autore del libro “Il monumento a Eleonora d’Arborea” e Maria Pia Ercolini, presidentessa dell’associazione Toponomastica Feminile che ha spiegato: «Oristano è un modello e un esempio. In Italia solo il 7 per cento delle piazze e delle strade è intitolato a figure femminili».

«Fu al passo con i grandi pensatori d’Europa; attenta alle esigenze del suo popolo; sensibile ai diritti delle donne, e non solo degli uomini, della sua terra, capace di percepire la realtà e la politica con l’opportuna temerarietà, dentro e ben oltre i confini dell’isola e della sua Corte» ha affermato Andrea Lutzu introducendo i lavori. Dalla chiesa di Santa Chiara, uno dei principali monumenti giudicali ancora presenti in città, si sono esibiti i Cantori di Eleonora, il coro della polizia municipale, e il coro Sa Pintadera. Nella piazza intitolata alla giudicessa, poi, i tamburini e i trombettieri della Pro Loco hanno accompagnato la deposizione di una corona di fiori ai piedi del monumento. (dav.pi.)

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