Oristano, niente reagenti all'ospedale San Martino: analisi al rallentatore

Il direttore del Laboratorio dell’ospedale ferma uno dei due macchinari e chiede ai reparti di ridurre al minimo le richieste

ORISTANO. Dopo l’emogas, ora tutte le analisi sono in forse. Mancano i reagenti e all’ospedale San Martino e da venerdì uno dei due strumenti di chimica clinica in dotazione al Laboratorio è stato fermato. Per non bloccare del tutto l’attività si ritorna ai più lenti sistemi tradizionali. Era tutto già previsto. Per primo era stato il Comitato per il diritto alla salute, a riferire di aver appreso che uno dei due macchinari per la misurazione ell’emogas fosse stato parcheggiato. Era lunedì e quasi immediata era arrivata la precisazione della Assl: «L’attività non è totalmente sospesa. Da sabato si sta procedendo a effettuare questo tipo di analisi attraverso metodiche alternative, in quanto mancano i reagenti, che sono già stati richiesti ai servizi Ats competenti e che l’Assl sta provvedendo ad acquistare in urgenza per le necessità. Non c’è alcun malfunzionamento o fuori uso delle macchine».

Venerdì però, una circolare interna all’ospedale fa sapere che la situazione sta peggiorando e in quelle righe viene precisato: «Le forniture di Chimica Clinica il cui contratto è scaduto il 30 marzo 2021, non sono state ancora reintegrate in termini di disponibilità o di rinnovo. Le comunicazioni del Servizio acquisti riferiscono di una procedura di rinegoziazione già effettuata alla firma della Direzione aziendale». Sono alcune righe della circolare inviata ai reparti che conferma quanto, cinque giorni prima, era stato anticipato dall’Assl.

È il restante contenuto della circolare che mette in luce, se già non fosse nota, una situazione veramente pesante, legata proprio al sistema di fornitura dei reagenti: «A oggi sono in esaurimento numerosi prodotti e soprattutto le soluzioni indispensabili per il funzionamento degli strumenti. Da oggi – si legge ancora – uno dei due strumenti di chimica clinica verrà fermato con conseguente allungamento dei tempi di refertazione».

Come nella più classica situazione di carestia, c’è spazio anche per le raccomandazioni affinché si risparmi sulle poche scorte ancora disponibili, che il direttore del Laboratorio, il dottor Roberto Irde, rivolge ai colleghi degli altri reparti: « Si chiede per quanto possibile di limitare allo stretto indispensabile le richieste». Non tutti i reparti saranno costretti a fare i conti con una situazione che ha del paradossale. Si legge infatti nella nota: «Le buone notizie sono che è regolare la possibilità di approvvigionamento per Ematologia, Coagulazione e Microbiologia, mentre, non si hanno notizie per l’emogasanalisi». Appunto l’emogasanalisi, che il Comitato per il diritto alla salute aveva segnalato se non a rischio, comunque, con gravi problemi: «Una storia di ordinaria negligenza», l’aveva definita il Comitato.

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