«I nostri anziani e gli allettati del tutto ignorati dalla Assl»

GHILARZA. Nel Guilcier sono centinaia le persone fragili e gli ultrasettantenni che attendono ancora la prima dose di vaccino. Molti speravano di ricevere il siero a Ghilarza, nel punto vaccinale...

GHILARZA. Nel Guilcier sono centinaia le persone fragili e gli ultrasettantenni che attendono ancora la prima dose di vaccino. Molti speravano di ricevere il siero a Ghilarza, nel punto vaccinale allestito per l'utenza dell'Alto Oristanese, ma la penuria di dosi sta pregiudicando questa possibilità.

E mentre le proteste e gli appelli delle istituzioni locali alle autorità sanitarie e alla politica regionale continuano a cadere nel vuoto, crescono la rabbia e l'indignazione per le difficoltà dei più vulnerabili di mettersi al riparo dal rischio di contagi almeno con un primo trattamento: «Il virus circola ancora e ogni giorno di ritardo rischia di rallentare il ritmo di marcia dettato dal commissario per l'emergenza sanitaria, che ha previsto di raggiungere l' immunità di gregge a fine settembre», protesta il sindaco Stefano Licheri, che dopo le critiche fatte dieci giorni fa all’inaugurazione del punto di primo intervento del Delogu, torna nuovamente alla carica sull’indisponibilità dei vaccini. «Dobbiamo accelerare e mettere in sicurezza tutti gli anziani perché di questo passo si corre il rischio di rivaccinare chi non ha più gli anticorpi senza aver neppure completato la prima campagna di immunizzazione», è l'ipotesi ventilata da Licheri, che porta a titolo di esempio il caso di Ghilarza. «In paese devono ancora essere vaccinate 70 persone fragili e 20 ultraottantenni allettati, quando sarà possibile metterli in sicurezza? Ho chiesto all'Ats 300 dosi al giorno ma la responsabile del Servizio di Igiene pubblica, Valentina Marras, ha risposto che al momento non ci sono». Il centro vaccinale allestito dal Comune è pronto all’uso ma non si sa ancora quando si spalancheranno i cancelli per l'utenza locale ed esterna. «Sull’hub abbiamo investito risorse, reclutato i medici di famiglia, approntato ogni cosa secondo i protocolli sanitari, ma continuano a dirci che non ci sono vaccini. In questo territorio le inoculazioni agli ultrasettantenni sono quasi pari a zero: è scoperta proprio una delle fasce maggiormente esposte al rischio di contrarre le forme più gravi del Covid», lamenta Licheri. L'amministratore stima siano circa 1500 i residenti del Guilcier con più di 70 anni che non hanno ancora ricevuto il vaccino, a cui si aggiungono 350 persone fragili «Se ci dessero le dosi richieste – conclude – saremmo in grado di completare la campagna vaccinale in venti giorni».

Maria Antonietta Cossu

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