Questore assediato, i testimoni: «Nessun episodio concitato»

ORISTANO. Due testimoni, versioni simili: «Non mi sono accorto di qualcosa di anomalo». Li ha chiamati a deporre il collegio difensivo nel processo sul presunto assedio all’ex questore Giovanni...

ORISTANO. Due testimoni, versioni simili: «Non mi sono accorto di qualcosa di anomalo». Li ha chiamati a deporre il collegio difensivo nel processo sul presunto assedio all’ex questore Giovanni Aliquò, episodio che sarebbe avvenuto durante la Sartiglia 2018. Era martedì 13 febbraio e, all’origine del presunto assalto da parte di alcuni cavalieri, ci sarebbe stata la decisione dell’allora questore di far effettuare i controlli antidoping in un momento che era considerato dai giostranti come un intralcio. Le accuse del pubblico ministero Daniela Caddeo riguardano i cavalieri Antonio Giandolfi, Andrea Manias, Andrea Piroddi, Andrea Solinas, Alessio Garau e Gianluca Russo – il primo è accusato di oltraggio, agli altri vengono contestati la resistenza, le minacce e l’interruzione di pubblico servizio –. Avrebbero infatti costretto Giovanni Aliquò a rinchiudersi dentro il camper usato per i controlli antidoping, dopo averlo assediato con i cavalli per impedire che le procedure continuassero.

Non è dunque un caso se gli avvocati difensori Adriano Sollai, Romina Marongiu, Carla Greggiu e Monica Masia hanno chiamato a testimoniare il medico della Nado Alberto Macis. Anch’egli era all’interno del camper e ha detto che non ha notato episodi di un certo clamore: «Non ho sentito urla particolari, quel giorno non ci sono stati problemi e abbiamo effettuato appena due controlli su altrettanti cavalieri perché poi è stato lo stesso questore a dirci di sospendere le procedure». L’ex questore non aveva però fornito spiegazioni in merito a tale decisione.

Per la difesa è una carta importante da giocare, così come lo è la deposizione del tenente colonnello Pasquale Pellecchia, comandante del nucleo di polizia economico tributaria della Guardia di finanza che si trovava nel tratto di via Ricovero in cui sarebbero avvenuti gli episodi contestati. Ha raccontato di aver visto il componidori Andrea Solinas passare a cavallo sul marciapiede nel punto in cui era posizionato il camper dell’antidoping: «Si è avvicinato, ha bussato e poi è andato via. Non ho capito cosa dicesse e non ho visto nulla di anomalo, altrimenti sarei intervenuto e l’avrei scritto nella relazione visto che ero in servizio».

La giudice Francesca Falchi ha quindi rinviato il processo all’udienza del 26 novembre. (e.carta)

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