L’addio a Guglielmo Angius, paese in lutto per il funerale

FORDONGIANUS. Come il destino possa infierire su una famiglia assestando lo stesso colpo mortale due volte resterà un mistero insondabile per la comunità di Fordongianus, alla quale non restano che...

FORDONGIANUS. Come il destino possa infierire su una famiglia assestando lo stesso colpo mortale due volte resterà un mistero insondabile per la comunità di Fordongianus, alla quale non restano che le lacrime per piangere la tragica scomparsa di Guglielmo Angius e condividere il dolore straziante di un padre, una madre e una sorella. Un dramma scoppiato quando ancora non si erano rimarginate le ferite del cuore e dell’anima per la scomparsa di Tommaso, il fratello di Guglielmo deceduto due anni e mezzo fa in uno scontro fra due moto.

La strada ha inghiottito i ragazzi in tempi e circostanze diversi, ma l’epilogo è stato ugualmente tragico. Nessuno scioglierà mai l’enigma della morte che bussa due volte alla stessa porta di chi si è appena affacciato alla vita. Chi si fa domande sull’imponderabile non riceverà risposte. Non le troveranno gli abitanti di un paese che in poco tempo ha perso due fratelli in altrettanti incidenti stradali e che sull’asfalto hanno lasciato tre vittime. Tanto meno avranno risposte Traiano e Donatella, sopravvissuti ai figli. E allora non restano che la disperazione di chi ha perduto il bene più caro e lo sconcerto di una comunità che ha subito l’ennesimo lutto.

Il turbamento collettivo si riflette nella reazione del sindaco e del parroco del paese, che a stento riescono a commentare la tragedia. «Sono basito – sono le prime parole pronunciate da Serafino Pischedda, che nel giorno del funerale previsto per oggi alle 18.30 nella cappella del cimitero di Fordongianus, ha proclamato il lutto cittadino chiedendo ai titolari delle attività economiche di fermarsi per il tempo delle esequie.

«Perdere un figlio è una tragedia immane, non riesco a immaginare il dolore che si prova quando essa si ripete. Non ci sono parole, non possiamo che stringerci attorno alla famiglia», malgrado la confidenza con il dolore, il parroco non riesce a dissimulare la commozione, tradita dalla voce tremula. «La famiglia Angius ha ricevuto un colpo durissimo per la seconda volta, un distacco così drammatico non è facile da affrontare, nonostante la fede e la fiducia in una vita ultraterrena», dice don Salvatore Uras. Il sacerdote rivolge un pensiero anche agli abitanti di Fordongianus: «Sono tutti scossi. Dopo l’ennesimo dramma sono piombati nell’angoscia». A don Uras spetterà il compito di officiare il triste rito della sepoltura di Guglielmo Angius, così come ha fatto per il fratello Tommaso poco meno di tre anni fa.

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