«Aumento le tasse ma non volevo farlo»

Il sindaco ieri sera in Consiglio. «Chi ha governato ha diritto di ripresentarsi agli elettori». Porte chiuse a Sardisti e Udc

ORISTANO. «Il primo a cui non fa piacere alzare, anche se di poco, le tasse sono io». Così il sindaco Lutzu, dopo aver incassato il sostegno di Fortza Paris e poco prima che l’aula desse il via libera, con 14 voti, all’aumento dell’addizionale Irpef a partire dal 2022. «I conti vanno fatti quadrare – aveva spiegato poco prima – quando ci siamo insediati, non abbiamo trovato una situazione contabile florida, tanto che nei primi tre anni sono arrivati fondi straordinari della Regione per un totale di 8 milioni di euro. Chiudere il bilancio non è mai stato facile, eppure per quattro anni siamo riusciti a lasciare invariati i servizi e tenere ferme le tasse. Anche quest’anno, nonostante bisognasse chiudere il bilancio, siamo riusciti a non alzare le tasse». La differenza sta tutta lì, in quello scarto temporale. Aver rimandato l’aumento dell’addizionale Irpef al 2022 ha permesso a Lutzu di guadagnarsi il sostegno di Fortza Paris, con l’auspicio che contributi straordinari della Regione permettano di cancellare l’aumento o rimodularlo. Un passaggio politico importante, tanto che quando, pochi minuti dopo, Lutzu interviene per presentare il Bilancio 2021, si sbilancia sulle prossime elezioni comunali: «Se avremo la possibilità di governare per un altro anno, credo che il giudizio su questa amministrazione lo potranno dare i cittadini. E credo che sarà un giudizio importante, soprattutto se chi ha governato si presenterà unito». Per la prima volta, il sindaco apre all’ipotesi della sua ricandidatura e sembra tratteggiare un perimetro di coalizione che lascia fuori, o quantomeno non considera indispensabile, una parte del centro destra regionale, quella che non fa parte del governo cittadino: Psd’Az, Udc, Lega e Sardegna Venti20. Non è un caso che lo stesso Lutzu, subito dopo, attacchi la Regione guidata dal sardista Christian Solinas: «Spero che continuino ad aiutarci come in passato, anche se ultimamente in misura minore. I soldi del porticciolo devono ancora tornare, quelli per la Sartiglia 2020 non sono mai arrivati così come quelli di Città europea dello Sport. Spero che queste ferite si rimarginino». Il dibattito dell’aula, prima, si era concentrato sul tema dell’addizionale. Critici gli interventi della minoranza, con i consiglieri Efisio Sanna e Maria Obinu (Pd), Andrea Riccio (ProgReS), Francesco Federico e Monica Masia che hanno attaccato la misura, accusandola di colpire i ceti medio-bassi. Al centro delle critiche dell’opposizione, il fatto che l’esenzione non valga come una franchigia. «Questo significa – hanno spiegato – che chi guadagna un solo euro in più rispetto alla soglia di 10 mila euro, si ritroverà da un giorno all’altro a pagare dal 4 al 6,9 per mille, con un aumento intorno al 75 per cento. Questo momento storico di crisi non è quello giusto, per colpire i redditi medio-bassi, che magari si sono indeboliti ancora di più con il Covid» L’assessore al Bilancio Angelo Angioi, lo stesso sindaco, e i consiglieri di Fratelli d’Italia Fulvio Deriu e Peppi Puddu hanno assicurato che si tratta, in termini assoluti, di aumenti minimi per le categorie più deboli e spiegando che, comunque, la priorità era quella di garantire la salvaguardia del bilancio. «Dobbiamo rientrare dal disavanzo – ha spiegato l’assessore Angioi – altrimenti saremo costretti dalla legge a portare tutte le imposte al massimo. Sono ottimista, ma i conti vanno messi in sicurezza, soprattutto dato che da qualche anno non riceviamo più contributi dalla Regione». La speranza della maggioranza è che l’aumento si possa evitare, nel futuro.

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