«Fermate il concorso e salvate 35 lavoratori»

Impianto di rifiuti, scontro tra i sindacati e il Consorzio Industriale per la selezione di nuovi dipendenti

ORISTANO. Dopo le prime avvisaglie, si accende lo scontro fra sindacati e Consorzio Industriale, che da metà luglio è guidato da Nando Faedda. «Stanno cercando di cancellare 35 posti di lavoro nell’impianto di Masangionis» denunciano i segretari Simone Spahiu (FP Cgil), Salvatore Usai (FP Cisl) e Michele Zucca (Uil FPL) che annunciano azioni legali per interrompere i concorsi per 17 nuove assunzioni, finalizzate secondo loro a rimpiazzare i 35 precari ora in servizio.

La vertenza era cominciata in primavera, quando gli uffici del Consorzio avevano informato i sindacati della possibilità di rivedere il contratto dei 35 precari impiegati nell’impianto di trattamento dei rifiuti solidi urbani di Masangionis. Il contratto fu firmato nel 2019, quando l’ente era guidato da Massimiliano Daga, e sarebbe dovuto scadere a marzo del 2024. All’elezione di Faedda, i sindacati avevano concesso una tregua: «Avevamo deciso di interrompere la vertenza come atto di cortesia nei confronti del nuovo presidente e in attesa dell’incontro del 3 agosto», una negoziazione informale, dove non sembrava ci fossero problemi. «Manifestiamo il nostro disappunto – spiegano i tre sindacalisti –, perché in quell’occasione non siamo stati informati delle intenzioni del Consorzio e c’era stato l’impegno a rinviare qualsiasi decisione a settembre, non prima di un confronto con le organizzazioni sindacali».

Il 4 agosto, però, arriva la sorpresa per nulla gradita. Il Consorzio pubblica vari bandi di selezione e il più importante riguarda 17 operatori polivalenti addetti alla preselezione dei rifiuti nello stabilimento di Masangionis – in totale sono ricercati 25 lavoratori –. Il fatto è che i sindacati fino a oggi hanno ricevuto segnali tutt’altro che positivi, in merito ad un eventuale aumento della produttività dell’impianto da giustificare l’assunzione di ulteriore manodopera. Da qui, il sospetto che i nuovi lavoratori debbano sostituire i 35 con contratto sino al 2024.

«Il Consiglio d’amministrazione in modo unilaterale, violando l’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori (quello riferito alle condotte anti-sindacali, ndr), ha indetto la selezione, tagliando fuori 35 posti di lavoro oggi operativi ed esistenti». Il contratto firmato nel 2019 faceva riferimento all’obiettivo di aumentare l’occupazione nel territorio, tendenza che ora potrebbe essere invertita. Cgil, Cisl e Uil annunciano le prossime mosse: «Coinvolgeremo gli assessorati regionali, il prefetto e l’autorità giudiziaria per chiedere la stabilizzazione dei precari in servizio e la sospensione del concorso».

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