«Caldo e celle sovraffollate Massama è al collasso»

ORISTANO. Ritorna il problema del sovraffollamento nel carcere di Massama. «Il caldo afoso di questi giorni, reso ancora più insopportabile dagli incendi che hanno favorito un innalzamento delle...

ORISTANO. Ritorna il problema del sovraffollamento nel carcere di Massama. «Il caldo afoso di questi giorni, reso ancora più insopportabile dagli incendi che hanno favorito un innalzamento delle temperature, insieme alla convivenza di tre o quattro persone in celle progettate per due, stanno creando disagio tra i ristretti della Casa di reclusione “Salvatore Soro” di Oristano Massama». La denuncia è di Maria Grazia Caligaris dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”. Facendosi interprete dei disagi segnalati dai familiari dei detenuti, Calligaris riferisce di una situazione piuttosto difficile all’interno dell’istituto dove, secondo i dati del ministero della Giustizia, al 31 luglio risultano 262 reclusi per 259 posti. «Si tratta solo apparentemente di un’eccedenza insignificante – scrive Calligaris –. In realtà non tutti i posti nella Casa di reclusione sono sempre disponibili per necessità inerenti ristrutturazioni e/o adeguamenti e ciò costringe alcuni detenuti a condividere le celle con più persone. Occorre inoltre ricordare che la maggior parte dei cittadini privati della libertà di Massama sono ergastolani e dovrebbero poter usufruire di celle singole».Ma c’è di più : «Attualmente quello di Oristano, secondo i dati ministeriali, è l’unico Istituto sardo oltre il limite regolamentare. Quel che emerge con sempre maggiore evidenza dal resoconto ministeriale è però il fatto che la Sardegna primeggia a livello nazionale per il numero delle Case di reclusione all’aperto semi-vuote (208 presenze per 613 posti), per la concentrazione di detenuti in Alta Sicurezza e 41 bis (circa 750), per la gravissima carenza di Direttori (quattro su dieci) – scrive ancora l’esponente di Sdr–. Senza dimenticare i problemi legati all’inadeguatezza del numero del personale della polizia penitenziaria, degli educatori e del personale amministrativo. L’auspicio – conclude Caligaris – che la ministra Cartabia intervenga personalmente per garantire almeno i direttori degli istituti». (m.c.)



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