Medici precettati per il pronto soccorso

Impossibile coprire i turni con l’organico attuale: la dirigenza ordina agli altri reparti dell’ospedale di fornire il personale

ORISTANO. L'adunata è suonata giovedì mattina. Ma più che di una chiamata alle armi si tratta di un ordine di servizio di tipo sanitario, fatto dalla direzione dell’ospedale San Martino ai direttori di tutti i reparti per andare in aiuto alla crisi di personale del pronto soccorso e con l’obiettivo di far partecipare in prima linea tutti i medici di qualsiasi specialità alla struttura di emergenza urgenza.

Novanta turni al mese, sessanta diurni e trenta notturni, che al Pronto soccorso dovrebbero essere coperti da due medici ciascuno, quindi 180 turni totali da coprire con a disposizione un organico di soli sei medici di emergenza urgenza, più due professionisti extra, un medico del 118 con limiti contrattuali e uno specializzando di urologia. Sono numeri che continuano a raccontare, solo parzialmente, ma in termini fin troppo esaustivi l’agonia del pronto soccorso dell’ospedale e che, presumibilmente, devono aver convinto la direzione sanitaria a ricorrere a questa misura estrema che per molti, all’interno del mondo della sanità, arriva tardi e in maniera non risolutiva.

La chiamata agli avamposti del pronto soccorso era arrivata già a giugno, ma in quell’occasione la direzione sanitaria del San Martino aveva limitato la richiesta di personale ai soli reparti di Chirurgia e Medicina. Un sostegno che, secondo quando riferiscono gli stessi professionisti, aveva una scadenza prevista dalla direzione sanitaria entro settembre, mese entro il quale l’emergenza del Pronto soccorso si sarebbedovuta risolvere o quantomeno sarebbe dovuta rientrata in maniera consistente.

Settembre è arrivato senza portare con sé l’auspicata tregua dall’emergenza di personale. Anzi, ha fatto registrare un incremento degli accessi al Pronto soccorso che ha reso necessario estendere la richiesta di personale a tutti i reparti. Oltre a Medicina e Chirurgia, anche Cardiologia, Ostetricia e Ginecologia, Urologia, Ortopedia, Nefrologia e Dialisi, Onco-ematologia e la Chirurgia di Bosa dovranno indicare i propri specialisti da mettere a disposizione per coprire i turni del Pronto soccorso che altrimenti vedrebbe gli otto medici impegnati in ventidue turni e mezzo al mese ciascuno, tra diurni e notturni.

Solo qualche giorno fa, il turno di notte ha dovuto gestire sessanta accessi, 45 gestiti nelle dodici ore del turno e 15 lasciati al turno successivo della mattina. Analizzando il dato dei 45 pazienti gestiti in dodici ore, con una media di sedici minuti dedicati a ciascun paziente, si continua a leggere la deriva del servizio sanitario ospedaliero e territoriale locale. Dipendenti e pazienti continuano a pagare il conto, salatissimo, della gestione della sanità oristanese.

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