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cronaca

Scano, il sindaco Flore corre per il terzo mandato

Nel primo è stato vicesindaco, cinque anni fa si insediò al vertice dell’assemblea «Completeremo il programma già avviato, e vigileremo sulle nostre montagne»


29 settembre 2021 di Michela Cuccu


SCANO DI MONTIFERRO. Il sindaco uscente, Antonio Flore, è alla ricerca della riconferma. Questa volta però, la sua è l’unica lista ad essere stata presentata. Giocoforza, l’unico concorrente da battere sarà il rischio dell’astensionismo. Amministratore da due consiliature, la prima da vicesindaco, 38 anni, sposato, operatore culturale e profondo conoscitore della lingua sarda, a dispetto della sua relativamente giovane età, è un volto noto dell’indipendentismo nel quale milita da tempo. Fare il sindaco, per lui, è portare avanti i valori della comunità, riscattando il suo paese da una condizione di isolamento che ne frena lo sviluppo. «Scano – dice – è un paese noto per essere isolato. Oggi però dall’isolamento che diventa costrizione, bisogna uscire, ottenendo quelle infrastrutturazioni fino ad oggi negate, come, una viabilità adeguata. Non è possibile che la Scano-Cuglieri o l’arteria di collegamento con Macomer siano in condizioni fatiscenti, prive persino di segnaletica indispensabile perché qui d’inverno cala una nebbia fittissima che rende pericolosissima la circolazione», dice. Punta tutto sullo sviluppo sostenibile, con la valorizzazione delle risorse archeologiche, culturali, ambientali e la rivitalizzazione del comparto agro-zootecnico e dell’artigianato, il programma della lista “Pro Iscanu”, che lui guida e che oltre a ricandidare i componenti della giunta uscente, affianca nuovi volti, alcuni dei quali che si affacciano per la prima volta alla politica locale. «Intendiamo portare avanti quanto avviato nei cinque anni passati- dice ancora Flore – con la conclusione della realizzazione del parco archeologico e ambientale del rio Mannu ( a affidare in gestione a una cooperativa locale) il recupero dei percorsi montani con la via deimulini che potrebbe diventare non solo importante per il turismo ma consentire anche una maggior presenza umana e di conseguenza, garantire più vigilanza per la nostra montagna». Il riferimento è anche al terribile incendio di luglio che ha ridotto in cenere il territorio. La nuova scommessa è il recupero di quelle ricchezze andate in cenere e puntare, in futuro, a piani si silvicoltura e il recupero delle piante da frutto antiche: ciliegio, castagno, noce e il nocciolo. Tradizione e storia non possono non essere valorizzate senza partire dall’istruzione. Non è un caso che in programma ci sia il completamento del progetto Iscol@. Un occhio di riguardo sarà prestato alle risorse energetiche. Scano si candida infatti a diventare Comunità energetica, puntando sul solare: «Ovviamente facendo di tutto per impedire forme di speculazione», conclude Flore.

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