Doppia campagna di scavi a Tharros e a Mont ’e Prama

CABRAS. L’archeologia torna protagonista sia a Tharros che a Mont ’e Prama. Nella seduta di venerdì, il consiglio comunale ha infatti approvato due delibere che consentiranno la ripresa degli scavi...

CABRAS. L’archeologia torna protagonista sia a Tharros che a Mont ’e Prama. Nella seduta di venerdì, il consiglio comunale ha infatti approvato due delibere che consentiranno la ripresa degli scavi nell’area archeologica dell’antica città punica e poi romana.

L’università di Bologna avrà la possibilità di riprendere i lavori in due zone diverse: i primi scavi si terranno dal 4 al 30 ottobre nella parte orientale, mentre gli altri sono previsti nel 2022 lungo l’istmo di Capo San Marco, nella zona denominata in sardo Sa Corriola.

Tutti i beni che saranno ritrovati nelle due campagne saranno poi ospitati nel museo Giovanni Marongiu a Cabras. I lavori, che saranno interamente finanziati dall’università di Bologna, sono stati approvati dalla Fondazione Mont ’e Prama.

Le altre novità sulle campagne di scavo riguardano proprio il sito in cui furono ritrovate le statue dei giganti. La Soprintendenza di Cagliari e Oristano, sempre in accordo con la Fondazione, sarà presto protagonista di un nuovo intervento nell’area del sito archeologico. La zona di intervento ricade in parte su un terreno della Confraternita del Rosario e in parte su terreni privati, che verranno temporaneamente occupati.

Il progetto prevede l’ampliamento della ricerca archeologica e lo scavo di una parte delle sepolture già individuate e le connesse indagini antropologiche, genetiche e radiocarboniche.La direzione scientifica è assegnata al dottor Alessandro Usai, alla dottoressa Maura Vargiu e all’antropologa Francesca Candillo, in collaborazione con il museo della Storia di Roma. Ieri tra l’altro, il museo Marongiu ha avuto due visitatori particolari: l’ex ministro Paolo Savona che è di casa nel Sinis e dell’economista statunitense Jan Kregel. (p.camedda)

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