Scontro tra dipendenti e Comune
di Paolo Camedda
Cabras, i lavoratori proclamano lo stato di agitazione e chiedono l’intervento del Prefetto
3 MINUTI DI LETTURA
CABRAS. In Comune esplode il conflitto fra i dipendenti, che hanno proclamato lo stato di agitazione, e l’amministrazione Abis. I sindacati denunciano situazioni di lavoro insostenibili per tutti, tanto da aver richiesto l’intervento del prefetto Fabrizio Stelo, chiamato a un incontro di conciliazione che si terrà lunedì. «C’è uno stallo nella contrattazione – spiega il coordinatore regionale CSA, Fabrizio Lecca – che riguarda tutto il personale. L’amministrazione dovrebbe assumere degli atti che sta ritardando e dimostra di trascurare completamente i suoi dipendenti. Questi ultimi non chiedono soldi in più, ma la ripartizione delle risorse che gli spettano».
La tensione fra i lavoratori e la giunta andrebbe avanti da tempo. Tutto sarebbe partito da una riorganizzazione dei ruoli, risalente ad alcuni anni fa. «Hanno fatto un riassestamento a livello di posizioni lavorative, che erano undici e sono state portate a quattro. Il carico di lavoro è stato così riversato sugli uffici senza che venissero ripartite le responsabilità – spiega il sindacato –. Questo è il motivo per il quale abbiamo richiesto l’intervento del prefetto».
A marzo poi, i dipendenti avevano decretato lo stato di agitazione, poi sospeso per dare tempo alla giunta di assolvere alle richieste. Da allora, nulla sarebbe cambiato. «Sul fondo di produttività l’intesa preliminare era stata raggiunta in 5 minuti – precisa Lecca –, ma loro non sono stati in grado ancora di approvare tutto in giunta. Abbiamo provato a dialogare, ma ogni volta la scusa era che c’erano altre priorità e c’è stato un continuo rimpallo di responsabilità. Evidentemente è un’amministrazione orientata all’immagine in cui i dipendenti non contano nulla e dove non esiste una regolamentazione degli straordinari. A questo punto non avevamo altra scelta».
Quali sono dunque i problemi che i lavoratori esporranno al Prefetto, mediante il sindacato? Sono undici i punti in elenco nella lettera che il patronato ha trasmesso a tutte le parti coinvolte nella vertenza. Si contesta il blocco dell’iter di formazione dei regolamenti per la ripartizione delle risorse per specifiche responsabilità e per l’assegnazione e la ripartizione del fondo di produttività per il 2021, ma anche la mancata liquidazione per la realizzazione del subentro delle banche dati comunali all’anagrafe nazionale della popolazione residente, incassata con vincolo di compenso per il personale incaricato; il mancato pagamento degli straordinari dell’ultima tornata elettorale e la mancata consegna a tutti i lavoratori delle schede di valutazione delle performance per il 2020.
Oltre a questo non risulterebbe una pianificazione di un budget da destinare al lavoro straordinario, né sarebbe prevista attualmente una valutazione accurata dei carichi di lavoro di ciascun dipendente. Il sindacato denuncia inoltre la presenza di elementi che possono configurarsi come «eventi sentinella» di stress legati al lavoro; la non convocazione del comitato di verifica dell’applicazione dei protocolli di sicurezza per la prevenzione dei contagi da covid-19; la mancata individuazione degli obiettivi di performance per il 2021; carenze e disomogeneità del sistema di pulizie nei due edifici comunali e la mancata risposta alla richiesta di convocazione per la verifica e composizione delle questioni, inoltrata il 7 settembre. La risposta del sindaco non è improntata allo scontro: «L’amministrazione è una macchina che ha dinamiche non scontate ed equilibri complessi. Conosciamo le richieste avanzate dalla sigla sindacale che ha promosso lo stato di agitazione e stiamo lavorando da tempo per superare in modo soddisfacente alcuni aspetti critici».
La tensione fra i lavoratori e la giunta andrebbe avanti da tempo. Tutto sarebbe partito da una riorganizzazione dei ruoli, risalente ad alcuni anni fa. «Hanno fatto un riassestamento a livello di posizioni lavorative, che erano undici e sono state portate a quattro. Il carico di lavoro è stato così riversato sugli uffici senza che venissero ripartite le responsabilità – spiega il sindacato –. Questo è il motivo per il quale abbiamo richiesto l’intervento del prefetto».
A marzo poi, i dipendenti avevano decretato lo stato di agitazione, poi sospeso per dare tempo alla giunta di assolvere alle richieste. Da allora, nulla sarebbe cambiato. «Sul fondo di produttività l’intesa preliminare era stata raggiunta in 5 minuti – precisa Lecca –, ma loro non sono stati in grado ancora di approvare tutto in giunta. Abbiamo provato a dialogare, ma ogni volta la scusa era che c’erano altre priorità e c’è stato un continuo rimpallo di responsabilità. Evidentemente è un’amministrazione orientata all’immagine in cui i dipendenti non contano nulla e dove non esiste una regolamentazione degli straordinari. A questo punto non avevamo altra scelta».
Quali sono dunque i problemi che i lavoratori esporranno al Prefetto, mediante il sindacato? Sono undici i punti in elenco nella lettera che il patronato ha trasmesso a tutte le parti coinvolte nella vertenza. Si contesta il blocco dell’iter di formazione dei regolamenti per la ripartizione delle risorse per specifiche responsabilità e per l’assegnazione e la ripartizione del fondo di produttività per il 2021, ma anche la mancata liquidazione per la realizzazione del subentro delle banche dati comunali all’anagrafe nazionale della popolazione residente, incassata con vincolo di compenso per il personale incaricato; il mancato pagamento degli straordinari dell’ultima tornata elettorale e la mancata consegna a tutti i lavoratori delle schede di valutazione delle performance per il 2020.
Oltre a questo non risulterebbe una pianificazione di un budget da destinare al lavoro straordinario, né sarebbe prevista attualmente una valutazione accurata dei carichi di lavoro di ciascun dipendente. Il sindacato denuncia inoltre la presenza di elementi che possono configurarsi come «eventi sentinella» di stress legati al lavoro; la non convocazione del comitato di verifica dell’applicazione dei protocolli di sicurezza per la prevenzione dei contagi da covid-19; la mancata individuazione degli obiettivi di performance per il 2021; carenze e disomogeneità del sistema di pulizie nei due edifici comunali e la mancata risposta alla richiesta di convocazione per la verifica e composizione delle questioni, inoltrata il 7 settembre. La risposta del sindaco non è improntata allo scontro: «L’amministrazione è una macchina che ha dinamiche non scontate ed equilibri complessi. Conosciamo le richieste avanzate dalla sigla sindacale che ha promosso lo stato di agitazione e stiamo lavorando da tempo per superare in modo soddisfacente alcuni aspetti critici».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
