Cannabis sequestrata, un “tesoro” da due milioni

I fermati sono di Nuoro, Oliena, Orgosolo e Ovodda. Quattro complici sono fuggiti Sequestrati in tutto 340 chili di cannabis già essiccata e oltre 8.500 piante

SANTA GIUSTA. Se fosse droga illegale, il giro di affari sarebbe superiore al milione di euro. Forse arriverebbe al milione e mezzo. Se si sommano anche i chili di stupefacente sequestrati qualche giorno prima a Marrubiu, ci si potrebbe spingere sino a due milioni. Il tesoretto dei cinque uomini d’oro però è sotto sequestro, dopo il blitz di sabato scorso della Squadra mobile della polizia, che ha fatto seguito a quello effettuato nell’azienda di Antonio Marrocu, il 31enne finito per primo in manette.

Sembrava un caso isolato, invece così non è perché gli agenti coordinati dal dirigente Samuele Cabizzosu hanno fatto un secondo colpo grosso nelle campagne di Santa Giusta, per la precisione nella località denominata Sa Uccaria. Zona sconosciuta alla maggior parte degli abitanti della terra, vi avevano messo radici le cinque persone finite ai domiciliari, mentre altre quattro se la sono data a gambe proprio nel momento in cui hanno capito che stavano per scattare le manette. Le ricerche dei complici continuano, intanto però i cinque fermati, secondo la procura, di radici dovrebbero intendersi parecchio visto che il pubblico ministero Armando Mammone li accusa di messo in piedi una grossa filiera che dalla semina sarebbe arrivata sino all’essiccazione. Sarebbero stati addirittura pronti a impegnarsi nello smercio quando i poliziotti sono intervenuti, trovando nell’azienda anche un furgone pronto per essere caricato.

All’udienza di convalida dell’arresto, che si è svolto ieri mattina di fronte alla giudice per le indagini preliminari Federica Fulgheri, tutti e cinque hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Chi sono dunque questi uomini che avrebbero potuto mettersi in tasca un bel gruzzolo se l’affare fosse andato a buon fine? Di oristanese hanno poco, visto che tutti hanno sulle carte d’identità vantano una provenienza da oltre provincia. Sono Francesco Goddi, 44 anni di Nuoro, difeso dagli avvocati Gian Luigi Mastio e Maria Luisa Ruggiu; Thomas Cancellu, 22 anni di Oliena; Giovanni Maria Giobbo, 56 anni di Orgosolo; Angelo Muscau, 57 anni di Orgosolo; Nino Vacca, 56 anni, originario di Ovodda e residente proprio nella zona di Sa Uccaria a Santa Giusta – gli ultimi quattro sono difesi dall’avvocato Gianfranco Siuni –.

Proprio Nino Vacca è il proprietario del terreno in cui sabato scorso si stava ultimando il carico, prima che i poliziotti facessero scorrere i titoli di coda e provvedessero ad arrestare tutti e a sequestrare lo stupefacente, di cui già questa mattina si dovrebbe conoscere la quantità di principio attivo. C’è però un distinguo da fare nei ruoli dei partecipanti: Nino Vacca è il proprietario del terreno, ma sostiene di averlo dato in uso a un’altra persona e pare sia in grado di dimostrare ciò con dei documenti. Gli altri, secondo le primissime accuse, avrebbero avuto ruoli diversi: c’è chi sarebbe giunto per fare il bracciante, chi doveva gestire il trasporto e chi si doveva occupare di sovrintendere all’intera operazione.

Secondo la difesa sarebbe marijuana legale, quindi con un principio attivo regolare, secondo l’accusa siamo invece di fronte a un carico enorme di erba illegale che, unito ai 163 chili sequestrati a Marrubiu cinque giorni prima, fanno un bel carico di oltre 5 quintali. A questi vanno infatti aggiunti i 340 chili di Santa Giusta detenuti da Nino Vacca, come dice il momentaneo capo d’accusa. Poi però ci sono anche le 8.500 piante di canapa coltivate senza autorizzazione. Altra droga e altri soldi che però hanno preso una direzione diversa da quella che i cinque avevano previsto.

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