Assl contro il sindacalista: «Quella foto ci diffama»

Procedimento in commissione disciplinare per il dottor Giampiero Sulis (Cimo) L’immagine ritraeva un medico con le buste dell’immondezza al posto dei calzari

ORISTANO. Da sindacalista aveva denunciato carenze di presidi negli ospedali, ora la Direzione sanitaria l’ha messo sotto processo. È comparso ieri davanti alla commissione disciplinare, il dottor Giampiero Sulis, medico radiologo del San Martino e rappresentante aziendale del sindacato medico Cimo. È accusato «di violazione del Codice disciplinare». Il 20 giugno scorso, La Nuova Sardegna, pubblica un articolo nel quale, il sindacalista denuncia, come già aveva fatto diverse volte durante l’emergenza covid, la carenza di dispositivi di protezione per il personale come guanti e calzari. In passato, quelle segnalazioni avevano avuto effetti benefici: associazioni, ordini professionali e aziende private, avevano acquistato e donato all’Assl dispositivi di protezione e persino apparecchiature diagnostiche, spesso consegnate durante cerimonie alla presenza dei vertici sanitari dell’Assl e degli ospedali, tra la riconoscenza soprattutto dei lavoratori, costretti a dover acquistare di tasca il necessario per proteggere se stessi e i pazienti, come ad esempio guanti e mascherine.

Quella volta, invece, la Direzione sanitaria decise di mettere sotto accusa il sindacalista. La pietra dello scandalo, è la foto a corredo dell’articolo, dei piedi di un operatore del reparto Covid dell’ospedale di Ghilarza con indosso buste di plastica al posto dei calzari. La Direzione avviò un’indagine: la coordinatrice infermieristica e il dirigente del reparto, risposero che i presidi non mancavano. A questo punto la direzione accusò il medico sindacalista: «L’immagine fotografica sembra essere stata realizzata in locali dell’ospedale, ma le buste che vi sono raffigurate non sono mai state in uso a Ghilarza e sono totalmente diverse per colore, foggia e dimensioni da quelle impiegate nel presidio per la raccolta dei rifiuti. Si deve da ciò dedurre che la fotografia è stata realizzata con dolosa premeditazione di diffamare e recare danno all’Azienda impiegando oggetti (le buste) abusivamente introdotti nell’ambiente di lavoro per realizzarvi l’immagine diffusa poi all’esterno. Sia l’immagine che le affermazioni dell’articolo risultano coerenti nell’accreditare una circostanza falsa».

È quanto scrive il dottor Sergio Pili, direttore sanitario dell’ospedale in una nota ufficiale inviata il 9 luglio all’Ufficio provvedimenti disciplinari: «Si ritiene che il dottor Sulis possa aver travalicato il diritto di critica, dovutogli per la sua qualità di sindacalista». Ieri il dottor Sulis si è difeso, ribadendo la fondatezza della denuncia: «Ho risposto che è vero: i presidi mancavano. La foto l’hanno scattata dei colleghi per segnalare il problema. Inoltre io all’ospedale di Ghilarza non sono mai entrato. Se la Commissione mi applicherà delle sanzioni, farò ricorso».

Nel frattempo Sulis ha già incassato la solidarietà di tanti colleghi e dell’Ordine dei Medici che si è schierato al suo fianco e ha interessato del caso il proprio ufficio legale.

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