I mancati rimborsi mettono a rischio la prossima Sartiglia

Cresce la protesta dei cavalieri che reclamano 110mila euro La Fondazione: «Sono 76mila», ma i soldi ancora non ci sono

ORISTANO. Numeri che ballano a seconda dei punti di vista e Sartiglia che corre sul filo del rasoio. Stavolta il problema non dovrebbe essere il covid, ma i soldi. Per la Fondazione Oristano sono 76mila euro e qualche spicciolo, per i cavalieri sono 110mila euro, anche se per ora il problema del conteggio neanche si pone perché in cassa i soldi non ci sono. Da quella somma dipende però la possibilità che i cavalieri prendano parte all’edizione della Sartiglia che dovrebbe svolgersi domenica 27 febbraio e martedì 1 marzo 2022.

La cifra, o meglio la lunga attesa della cifra, vero elemento del contendere tra associazione e Fondazione, doveva essere depositata nelle casse di chi corre la Sartiglia ormai da mesi per ripianare pendenze arretrate, cosi come sottolinea il direttivo dell’associazione attraverso un comunicato stampa. Evidentemente, almeno a leggere le due differenti somme, dopo l’attesa ci sarà anche da discutere visto che, i cavalieri affermano di «avere un credito di 110mila euro nei confronti della Fondazione Oristano».

Secondo conteggi interni all’Istituzione Sartiglia, elemento operativo della Fondazione, bisogna scendere a 76mila euro, di cui 55mila come rimborso per le due giostre 2020 e i restanti 21mila e spiccioli per rimborsi precedenti, che risalgono a prima ancora che ci fosse la trasformazione in Istituzione Sartiglia. Sono 34mila gli euro di differenza nei due conteggi, ma certamente passano in secondo piano per il momento, visto che della torta dei rimborsi da spartire non manca solo quella fetta, ma tutto il piatto.

«Due anni fa ci è stato chiesto di mettere in ordine alcune cose, dall’aspetto economico a quello comportamentale – dichiara il presidente dell’associazione cavalieri, Ignazio Nonnis –. Riteniamo di aver adempiuto alle richieste e per questo motivo oggi pretendiamo altrettanta correttezza e serietà da tutti coloro che sono chiamati a organizzare la Sartiglia». Secondo i cavalieri, l’accordo tacito con l’organizzazione era di avere nelle casse un acconto del rimborso a inizio 2021 e il saldo sarebbe dovuto arrivare in questi giorni. Cosi non è stato e ora i protagonisti della giostra battono cassa, pretendendo certezze entro ottobre, termine già risicato per poter valutare l’organizzazione della prossima giostra.

Dopo la pandemia, a provare mettere i bastoni tra le ruote alla Sartiglia sembrano essere i ritardi della politica regionale, da cui dipende l’accreditamento dei rimborsi nelle casse dei cavalieri e la successiva verifica, soldi alla mano, di tempi e condizioni per organizzare la prossima giostra. «Abbiamo appreso di difficoltà economiche, derivate dal mancato accredito dei finanziamenti regionali. Ovviamente, i tempi sono stretti, per consentire a ciascun cavaliere una valutazione sulla possibilità di fare o meno la corsa. Entro ottobre dobbiamo sapere se chi organizza è in grado di assumersi la responsabilità di dire che la Sartiglia si farà», sottolinea Nonnis riallacciandosi alla problematica delle scuderie: «Non siamo in grado ora di dire quanti terzetti parteciperanno – conclude il presidente - e quindi di quanti box abbiamo bisogno. Il Comune sa quante scuderie sono state demolite negli ultimi due anni e quindi quanti box sono venuti meno». Da parte del Comune la volontà è di mettere a disposizioni strutture prefabbricate amovibili e terreni pubblici, che insieme a quelli di proprietà potrebbero accogliere, in via temporanea, le nuove scuderie per le pariglie che hanno dovuto abbattere le proprie.

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