La bravura dei medici di Oristano salva mamma e neonato

Rischiavano di morire per le complicanze della gravidanza, ora tornano a casa. Dalla famiglia i ringraziamenti al personale di Ostetricia e di Anestesia

ORISTANO. «Mia moglie e mio figlio sono vivi e stanno bene grazie ai medici dell’ospedale San Martino». Alessandro Sandri e la sua famiglia hanno fatto rientro nella loro città, Torino, da pochi giorni. Giusto il tempo di disfare i bagagli e subito la chiamata alla Nuova. Ha un pensiero da condividere pubblicamente: «Vorrei ringraziare chi ha permesso che la nostra tremenda avventura abbia avuto un lieto fine, in particolare i direttori di reparto di Ostetricia e ginecologia, dottor Giovanni Maricosu e di Anestesia e rianimazione, il dottor Augusto Cherchi e tutto il personale che in quei giorni difficilissimi hanno dimostrato grande professionalità e umanità nei nostri confronti».

Come ogni estate, Alessandro Sandri e la moglie Alessia, erano a Oristano, città di origine della signora, per trascorrere le vacanze assieme ai parenti. Alessia, che ha 43 anni, è al settimo mese di gravidanza e sta bene. Il 26 agosto però, all’improvviso, le cose cambiano. Si sente male, ha la pressione altissima e la portano al Pronto soccorso da dove viene trasferita in Ginecologia. «I medici del reparto si sono accorti subito che sia lei che il bambino erano in sofferenza – racconta il marito – poche ore dopo il ricovero hanno deciso di anticipare il parto con il taglio cesareo». Il bambino nasce senza problemi: è sano ma sottopeso, così viene subito trasferito alla Neonatologia del Policlinico di Monserrato. Nel frattempo, le condizioni della madre si aggravano e viene portata in Rianimazione: «Sono state settimane durissime, per fortuna abbiamo trovato reparti dove il personale è di alto livello professionale e ci è venuto incontro in ogni momento. Erano i primari a telefonarmi ogni giorno per informarmi sull’andamento della degenza. Per me è stato bellissimo venire a sapere dei progressi di mia moglie e di nostro figlio, che per fortuna è sempre stato bene».

Alessandro Sandri ha parole di elogio. Parla di elevata professionalità degli operatori: «Professionisti straordinari» li definisce e dice anche: «I reparti erano tenuti in maniera eccellente». Poi si sofferma sull’aspetto per nulla secondario del rapporto umano: «Mia moglie e nostro figlio, che abbiamo chiamato Leonardo, sono stati ricoverati per venti lunghissimi giorni, che ho trascorso facendo la spola tra Cagliari e Oristano. In tutti questi giorni ho sempre trovato comprensione e disponibilità da parte di tutto il personale. Appena mia moglie si è sentita un po’ meglio ha potuto mangiare i cibi che preferiva. Il tutto, nonostante gli ostacoli legati al rigidissimo protocollo determinato dall’emergenza covid».

Il 5 ottobre, madre e figlio vengono dimessi. La famiglia può finalmente far rientro a Torino e riprendere la propria vita. «È stata un’esperienza che ci ha segnati molto – conclude Alessandro Sandri – impossibile da dimenticare. Di certo, ricorderemo sempre i volti dei medici e dei loro collaboratori che hanno fatto di tutto per noi».

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