«Non metterete il bavaglio ai cittadini»

Comitati e medici protestano contro l’Assl che sta “processando” il medico sindacalista Giampiero Sulis (Cimo)

ORISTANO. Un presidio così affollato, davanti al San Martino, non lo ricordava nessuno. Più di 150 persone – a turno altre hanno fatto almeno un passaggio fugace – hanno risposto all’appello del Comitato per il diritto alla salute, promotore della protesta per il deferimento alla commissione disciplina del medico radiologo e sindacalista della Cimo, Giampiero Sulis, che aveva denunciato il gravissimo problema della carenza di dispositivi di protezione negli ospedali.

Il Comitato non si è limitato a solidarizzare, ma ha invitato il direttore sanitario degli ospedali, Sergio Pili, a rassegnare le dimissioni. Spiega Maria Carmela Marras, portavoce del Comitato: «Visto che i vertici dell’ospedale sono stati così solerti nell’azione disciplinare nei confronti del sindacalista, vorremmo sapere com’è che non vengono risolti con altrettanta solerzia i problemi gravissimi dei reparti senza personale e delle sale operatorie che aprono solo in caso di urgenza». Non ci sono solo oristanesi a schierarsi con il medico. «Possono anche cercare di mettere i bavagli ai loro dipendenti, ma non si illudano di farlo con noi. Siamo liberi cittadini e continueremo a denunciare i problemi e le carenze della sanità», tuona Pina Cui, del Comitato Sos Barbagia Mandrolisai, presente con una sessantina di rappresentanti. C’è anche una delegazione di Terralba, guidata da Francesco Siddi, blogger molto conosciuto: «Siamo qui per difendere il diritto alle cure. Io sono autistico, protesto perché sia assicurata l’assistenza a tutti i portatori di disabilità».

Striscioni, cartelli con su scritto “Io sto con Giampiero”, la protesta in viale Rockefeller è piena di colori e indignazione. Quando passano di fronte al presidio, gli automobilisti suonano il clacson in segno di adesione. Per Giampiero Sulis, arrivano anche ex primari dell’ospedale ad attestare la propria stima. «È un medico serissimo», taglia corto il dottor Salvatore Pinna, primario ora in pensione del reparto di Radiologia che è stato un po’ il maestro di Giampiero Sulis. «Per un ospedale la sicurezza è requisito inalienabile – dice Efisio Chessa, ex primario della Medicina Generale del San Martino –. Cercando di intimidire il dottor Sulis distraggono l’attenzione dai veri problemi di questo ospedale. Dopo vent’anni dalla sua istituzione, l’emodinamica non garantisce le emergenze, ma solo visite una volta a settimana con specialisti che arrivano da Cagliari».

Roberto Martani, dirigente regionale del Pd dice: «Parlo da cittadino. Stanno smantellando l’ospedale. Era un Dea di primo livello, un’eccellenza. Ora non lo è più». Anche esponenti della cultura arrivano a protestare: la scrittrice Savina Dolores Massa dice: «Questa è una vicenda da romanzo di Kafka».

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