L’esploratore-divulgatore pronto per la Groenlandia

Giorgio Sedda, da Assolo ai confini dell’Europa continentale «L’eredità più forte di questi percorsi è rappresentata dalle mie opere d’arte»

ORISTANO. Fra poco sarà tempo di preparare le valigie per Giorgio Sedda, artista e viaggiatore – ma sarebbe meglio dire esploratore d'altri tempi – originario di Assolo in Marmilla.

La prossima tappa è la Groenlandia, terra un tempo verde e oggi coperta da una bianca distesa di gelo. «Partirò a gennaio per condividere l'inverno con la popolazione Inuit, lungo la costa orientale dell'isola. Mi sposterò per i pochi villaggi presenti in autonomia, qualche volta con i cani da slitta. Ancora una volta non sarà un viaggio turistico, ma mirato alla partecipazione della realtà locale. Cultura, animali, paesaggi e cambiamenti climatici saranno gli elementi sui quali lavorerò».

Nel XXI secolo, quando le terre ancora ignote agli occidentali sono ridotte a qualche pezzo di terra nelle foreste tropicali, minacciato dai disboscatori e da chi vuole rovinare la vita delle comunità di cacciatori e raccoglitori che le abitano, il lavoro dell'esploratore non ha più una connotazione geografica. Non bisogna redigere o disegnare mappe, se non quelle dedicate al cambiamento del clima che mette in crisi il futuro dell'umanità. Su questi aspetti, e sulla divulgazione dei modi di vita delle comunità locali rivolta soprattutto ai più giovani, si concentra il lavoro di Sedda, in collaborazione con l'associazione francese Odcvl, da ottant'anni operante nel campo del turismo sociale.

Sedda ha lasciato Assolo a 17 anni, frequenta l'accademia d'Arte e poi approda in Francia, dove comincia a lavorare per Odcvl. «Gli propongo un progetto composto di due fasi: nella prima faccio il viaggio, non turistico. Mi trattengo due o tre mesi per conoscere la realtà e al mio ritorno creo opere d'arte che parlano di questa esperienza. La seconda fase è quella del racconto, soprattutto attraverso mostre che portiamo in giro nelle scuole francesi, per sensibilizzare sui temi culturali e ambientali».

Non solo: a ottobre la mostra “Face au froid” sull'ultima impresa, la traversata invernale dell'Islanda, è arrivata a Oristano con l'organizzazione dell'agenzia libraria Leben di Stefania Pinna.

Un viaggio di 600 chilometri, partenza dalla capitale Reykjavik il 9 gennaio e arrivo all'altro capo dell'isola il 25 febbraio, alle porte del Circolo polare artico.

Fra gelo e bufere, Sedda ha rischiato tanto, come quando la sua tenda ha preso il volo durante una tempesta. Senza quella, sarebbe congelato, ma dopo un inseguimento alla cieca durato ore, l'ha ritrovata a e ha potuto proseguire il suo viaggio. Ora Sedda affronterà il gelo della Groenlandia, ma in campo c'è anche un progetto sulla Sardegna: «Creare nuovi scambi scolastici su questi temi tra la Francia e l'isola».(dav.pi.)

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