Progetti socialmente utili ma solo per settantacinque persone

ORISTANO. Cominciano, piano, anche in città i progetti utili alla collettività. Si tratta, in sostanza, di una versione aggiornata dei vecchi lavori socialmente utili, che vede l'impiego gratuito...

ORISTANO. Cominciano, piano, anche in città i progetti utili alla collettività. Si tratta, in sostanza, di una versione aggiornata dei vecchi lavori socialmente utili, che vede l'impiego gratuito per un massimo di 16 ore dei percettori di reddito di cittadinanza, in progetti approvati dal Comune e proposti e gestiti soprattutto da associazioni di volontariato. Ieri se ne è parlato nella riunione congiunta delle commissioni Bilancio, presieduta da Veronica Cabras, e Servizi Sociali, guidata da Antonio Iatalese. L'assessora ai Servizi sociali Carmen Murru ha illustrato il percorso delle pratiche, che coinvolgono il centro per l'impiego, il Comune, il servizio Plus e le associazioni che hanno proposto i progetti. I progetti sono 18 e riguardano del ambiti della cultura, del sociale, dell'ambiente e della tutela e manutenzione dei beni comuni. Al momento sono stati attivati due percorsi e nelle prossime settimane è previsto l'inizio delle attività per un'altra decina di percettori del reddito. Il bacino totale è di 75 persone, su un migliaio circa di beneficiari del reddito in città, non tutti però idonei allo svolgimento dei Puc. I progetti sono obbligatori, perché compresi nel patto per il lavoro firmato per ottenere il reddito di cittadinanza. I progetti durano tre mesi, al termine dei quali sarà possibile prorogare l'impegno, ruotare fra gli altri idonei o cambiare progetto. Per molti commissari, 75 persone sono poche rispetto ai percettori presenti in città. (dav.pi.)

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