Via il velo, ecco il futuro lungomare di Torregrande

Agli estremi ci saranno due giardini mediterranei, pietra e legno andranno al posto dell’asfalto. Sostituiti alcuni pini

ORISTANO. Inizia a svelarsi il progetto da 5 milioni e 700mila euro per il rifacimento del lungomare di Torregrande. Lo stadio è ancora quello delle simulazioni grafiche, ma i dettagli sono sufficienti per cominciare a farsi un’idea di massima del progetto. Soprattutto su uno degli aspetti che più di altri attira l’attenzione degli oristanesi e dei frequentatori di Torregrande: il destino degli alberi.

Prima delle presentazione svolta dai tecnici Valentina Dallaturca, Ettore Zavoli, Gabriella Innocenti e Dario Sulmona, è stata la volta delle considerazioni politiche del sindaco Andrea Lutzu che ha voluto, accanto a sé, tutta la giunta. Pochi, invece, i consiglieri presenti. «Ancora c’è qualcuno che sorride quando parlo del masterplan di Torregrande, ma i fatti sono questi: la prossima amministrazione si troverà una programmazione già pronta per la borgata marina e il litorale oristanese» ha affermato il primo cittadino, consapevole che il tema del lungomare sarà quello più dibattuto nei prossimi mesi e anni.

Ecco il programma a cui fa riferimento: «Abbiamo questo progetto, che è già a un livello di progettazione avanzata e che dunque dovrebbe avere tempi brevi per l’approvazione in conferenza di servizi e l’avvio delle procedure di appalto. Ma poi abbiamo 600mila euro per interventi di carattere ambientale nel litorale fra Villa Baldino e il porticciolo. Dall’altro lato, fra l’ex colonia Eca e la foce, ormai è questione di poco, giorni o settimane, perché la Regione dia il via libera al progetto della Ivi che prevede anche 2 milioni di opere di urbanizzazione. Probabilmente a gennaio avremo notizie sui finanziamenti del Pnrr, che oltre a interventi sull’area grande eventi e sull’area camper, prevede 1 milione e 800mila euro per ulteriori opere sul lungomare. Ci è stato assicurato che la pratica oristanese è in istruttoria e non ha avuto problemi sinora. Infine, abbiamo chiesto un milione per risolvere finalmente il problema della posidionia in certe parti del litorale. Qualche anno fa a Torregrande non c’erano la farmacia, il bancomat, il medico, la torre era chiusa. Qualche piccolo passo in avanti lo abbiamo fatto».

Tocca poi all’architetta Valentina Dallaturca e all’agronomo Ettore Zavoli tratteggiare i caratteri fondamentali del nuovo fronte mare oristanese, compreso fra villa Baldino e l’ex Eca. Ai due estremi, si troveranno dei giardini mediterranei che collegheranno il lungomare urbano con le due ali più naturali. Altre piazze puntelleranno il lungomare, costituito da una pavimentazione in materiali drenanti, pietra e legno e costeggiato da una lunga seduta a forma di onda, ma al centro di tutto ci sarà la piazza della gran torre, con una nuova pavimentazione. «Qui abbiamo deciso di lasciare la quinta costituita dagli storici pini – spiegano –, che rappresentano Torregrande nell'immaginario collettivo».

Gli altri pini, saranno sostituiti. «Si tratta di alberi con tanti problemi, che stanno entrando nella fase della vecchiaia. Fra qualche anno o decennio probabilmente spariranno da soli, ma nel frattempo ci sono pericoli di crollo e il problema delle radici, che renderebbe inutile ogni nuova pavimentazione» spiega Zavoli. Da qui, la decisione di sostituirli integralmente sul lato adiacente le case e in gran parte su quello di fronte al mare. Al loro posto arriveranno i pini delle Canarie e altre specie più piccole. Alcune molto ombrose, come il gelso di mare senza frutti, altre un po’ meno come l’olivo di boemia e il callistemon. «Gli alberi daranno ombra fin da subito» spiegano Zavoli e Dallaturca rispondendo alle domande di Giorgio Vargiu (Adiconsum) e Luciana Miglior (Gruppo d'intervento giuridico), che però non nascondono le loro perplessità.

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