Piscina, bufera contro la giunta

Il Pd attacca: «Fallimentare la trattativa con Acquasport». La maggioranza: «Non c’erano alternative»

ORISTANO. La riapertura della piscina comunale sembra sempre più lontana, mentre si infiamma la polemica politica sulla risoluzione del consensuale del contratto fra il Comune e il raggruppamento composto da Acquasport e Pellegrini Costruzioni, che avrebbero dovuto gestire il complesso sino al 2046: l’operazione costerà all’ente locale 140mila euro. «Dicono siano somme dovute, ma noi abbiamo qualche dubbio – commenta il capogruppo Pd Efisio Sanna –. Nessuno nega la crisi legata al Covid, ma se si dovesse operare così in tutte le concessioni del Comune, l’ente andrebbe in fallimento. Chi vogliono prendere in giro? Si tiene conto del reddito cessante a seguito degli investimenti, ma non dei guadagni che le aziende hanno tratto legittimamente dalla gestione e dai lavori di ristrutturazione in buona parte pagati dal Comune. D’altra parte quasi tutte le piscine comunali, in Sardegna, hanno riaperto le porte nonostante la pandemia: sarebbe interessante vedere i conti pre-Covid».

Per Efisio Sanna esiste anche un problema politico: «I problemi della piscina erano noti dal 26 agosto, ma il sindaco e la giunta hanno affrontato la questione in segreto. La spesa di ingenti risorse pubbliche però non può essere trattata con segretezza. Io e il collega Francesco Federico avevamo chiesto un mese fa la convocazione della commissione Bilancio e non abbiamo ricevuto risposta. Questa è una mortificazione del ruolo dei consiglieri democraticamente eletti e soprattutto di tutta la città, che ha il diritto di sapere. Faremo un’interrogazione e un accesso agli atti».

Anche Andrea Riccio (ProgReS), vicepresidente della commissione Sport, conferma il mancato coinvolgimento del Consiglio: «Tutto quello che sappiamo lo abbiamo appreso dalla stampa e intanto la piscina è ancora chiusa». La maggioranza invece difende la scelta della giunta di risolvere il contratto pagando 140mila euro: «È una soluzione che permette di evitare un contenzioso – commenta il capogruppo Fdi Peppi Puddu –. Quei soldi li recupereremo nel prossimo appalto, visto che comunque i lavori sono stati svolti. Ora bisogna trovare una soluzione temporanea prima della gara d’appalto. In città ci sono società che possono gestire la piscina, ma è necessario incontrarle per chiarire l’entità del supporto economico che gli può fornire il Comune. Se si tratta di cifre molto alte, l’amministrazione non ha grande disponibilità. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di allungare i tempi della gestione provvisoria».

È la stessa linea tenuta dal presidente della commissione Sport Davide Tatti (Fortza Paris): «Non c’erano alternative, anche perché la chiusura della piscina era un problema gravissimo. Chi ha fatto i sopralluoghi ha raccontato della necessità di vari interventi per rendere la gestione sostenibile. Difficilmente il Comune potrà fornire un contributo, ma bisogna lavorare in questa direzione, anche se non sarà per nulla agevole da percorrere. La gara d’appalto avrà tempi invece molto lunghi».

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