Girandola di medici e il pronto soccorso ne perde un altro

ORISTANO. Manca un medico al pronto soccorso dell’ospedale di Bosa perché trasferito per un mese in Chirurgia a Nuoro. Per rimpiazzarlo, con un ordine di servizio, a Bosa, viene mandato un medico del...

ORISTANO. Manca un medico al pronto soccorso dell’ospedale di Bosa perché trasferito per un mese in Chirurgia a Nuoro. Per rimpiazzarlo, con un ordine di servizio, a Bosa, viene mandato un medico del Pronto soccorso del San Martino. In altri tempi, il provvedimento firmato dalla direzione sanitaria ospedaliera, sarebbe passato inosservato. Ma in questo periodo, con il San Martino con grossissimi problemi di carenza di personale, il provvedimento rischia di scatenare un vero e proprio pandemonio. Proprio il Pronto soccorso è uno dei reparti più sofferenti per quel che riguarda la carenza di personale, tanto da far ricorso ai cosiddetti medici in affitto pur di assicurare l’assistenza ai pazienti.

«Stanno facendo il gioco delle tre carte», denuncia il Comitato per la difesa della salute, in una nota nella quale rivela la vicenda: «La direzione sanitaria ospedaliera del San Martino meriterebbe un premio – scrive in maniera lapidaria il Comitato –. Come successe con i pneumologi, si ripete la stessa identica scena al Pronto soccorso di Bosa».

Il problema della mancanza del personale al Pronto soccorso del San martino, del resto, viene denunciato da più parti e certamente, non da ieri. «Da più di un anno segnaliamo la carenza di personale, lo stesso Pronto soccorso per cui il direttore sanitario ospedaliero della Assl di Oristano, dottor Sergio Pili promise di trovare, un anno fa, una soluzione con l’aiuto dei neospecialisti del 118 – si legge ancora –. Lo stesso Pronto soccorso per cui il commissario Ats Massimo Temussi, il giorno dell’inaugurazione dell’hub vaccinale di Sa Rodia, si impegnò a trovare entro la stessa sera, la soluzione».

Il Comitato, insomma, sostiene che la scelta di spostare uno specialista proprio dal Pronto soccorso del San Martino, non sarebbe la migliore: «Il reparto in assenza di indirizzi adeguati, ha dovuto fare fronte a tutte le ondate covid, dal 9 dicembre si ritroverà con un medico strutturato in meno. Sei invece che sette. Bella forza calare gli ordini dall’alto senza mai immedesimarsi in chi lavora sul campo, mettendoci il cuore, oltre che la scienza e spesso rimettendoci la salute con esempi conosciuti a tutti», è l’amara conclusione del Comitato. (m.c.)

WsStaticBoxes WsStaticBoxes