Passaggio a livello chiuso, quartiere sotto sequestro

Da due anni i residenti della zona di via Baracca sono isolati dal resto della città Per raggiungere gli altri rioni sono costretti a un percorso lunghissimo

ORISTANO. Dopo due anni dalla chiusura del passaggio a livello, nulla è cambiato per i residenti e gli esercenti di via Baracca, estrema periferia orientale, oltre i binari della ferrovia: la zona è al centro di numerosi interventi di riqualificazione urbanistica, ma chi abita o gestisce un’attività nella via dedicata al principale asso dell’aeronautica militare italiana durante la Prima guerra mondiale si trova, da dicembre del 2019, isolato dal resto della città.

Proprio in quel mese arrivò la chiusura del passaggio a livello che metteva in comunicazione via Baracca con via Lepanto, via Sassari e via Meucci. «Era un percorso molto trafficato – racconta il signor Mattia, che gestisce un ristorante e un campo da calcetto proprio a ridosso del passaggio a livello –. Passavano tanti camionisti, che con il mezzo non riuscivano a transitare nel sottopasso di via Marconi, e tanti automobilisti. La strada era sempre piena di macchine parcheggiate».

Ora, invece, sono poche, quelle degli aficionados. «Ormai vengono solo loro, e stanno diminuendo» confermano al bar che un tempo ospitava il Dopolavoro Ferroviario, accanto al ristorante. Il paradosso, è che il complesso dell’ex dopolavoro, ormai non si può più raggiungere nemmeno dalla stazione: il marciapiede che collegava, lungo i binari, piazza Ungheria con via Baracca è stato chiuso insieme al passaggio a livello: «Se qualcuno doveva aspettare in stazione, poteva venire comodamente al ristorante per mangiare un boccone – racconta ancora il ristoratore Mattia –. Ora deve fare un giro lunghissimo per tutta via Sassari, via Meucci, il sottopasso di via Marconi, via Marroccu e infine arrivare qui».

Il sottopasso è un altro dei punti spinosi. Quello esistente è vecchio e costeggiato da un marciapiede stretto e disastrato. Il risultato è che le persone con mobilità ridotta che abitano dall’altra parte della ferrovia, difficilmente possono raggiungere il centro abitato autonomamente. Una possibile soluzione potrebbe arrivare dal nuovo sottopasso, in corso di realizzazione da parte di Rete Ferroviaria Italiana. I lavori sono a buon punto, ma da un mese vanno a rilento e l’apertura non sembra vicina.

Il sottopasso non risolverebbe il problema della distanza, ma il Comune, a questo proposito, sta lavorando al progetto di una stradina pedonale che costeggi la recinzione ferroviaria a partire da via Marconi sino a via Baracca e ridurrebbe di parecchio la distanza. «Sarebbe sicuramente meglio di così – commenta il titolare del ristorante –. Stiamo cercando di andare avanti e penso ce la faremo, ma per la chiusura del passaggio a livello e per la pandemia qualche mese dopo, sono stati anni difficilissimi».

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