Appalti e affidamenti, al processo cade un’accusa
Il gip ha archiviato il reato di frode in pubbliche forniture per tre imputati Questo capo di imputazione rimane in capo a un ex dipendente di Progetto Clima
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ORISTANO. Il processo che inizierà a marzo sugli appalti contestati e che vede coinvolti due ex dipendenti della Prefettura di Oristano e il titolare di una impresa locale, perde uno dei capi di imputazione.
Nel decreto di rinvio a giudizio il giudice per le indagini preliminari Elisa Marras, accogliendo una richiesta avanzata dallo stesso pubblico ministero Marco De Crescenzo, ha archiviato l’accusa di frode in pubbliche forniture sia per i dipendenti pubblici che per l’imprenditore.
Per il 41enne Federico Erdas (difeso dagli avvocati Gianfranco Siuni e Raffaele Miscali), ex amministratore della Progetto Clima che nel frattempo ha cambiato nome in Dueffe l’accusa su cui si dovrà difendere al processo adesso è di turbativa d’asta. La stessa che è stata rivolta a Ignazio Buccoli (difeso dagli avvocati Gianfranco Trullu e Marco Langiu), originario di Cagliari, allora dirigente dei Servizi comuni, contabilità finanziaria e Affari generali dell’ufficio governativo, e adesso dopo un passaggio in una altra Prefettura, in forza al ministero degli Interni, e Fulvio Sprio (difeso dall’avvocato Guido Manca Bitti), palermitano, allora funzionario nella Prima sezione appalti, forniture di beni e Servizi in economia, che invece adesso lavora in un ufficio staccato del ministero degli Interni in Provincia di Oristano. Sul banco degli imputati anche il dipendente della Progetto Clima, Fabio Garau, 39 anni di Villaurbana. Per quest’ultimo, difeso dall’avvocato Alessio Manconi, l’accusa è una sola ovvero quella di frode in pubbliche forniture.
Al centro dell’indagine, e del processo ci sarà l’appalto della manutenzione delle caldaie della maggioranza delle caserme dei carabinieri della provincia sino al 2017, trentuno edifici in cui l’Arma aveva la sede operativa. L’affidamento dell’appalto e la verifica dell’effettuazione dei lavori di manutenzione era materia di competenza della Prefettura. Secondo quando ritenuto dal pubblico ministero questi lavori sarebbero stati regolarmente fatturati e pagati senza che le manutenzioni venissero effettivamente svolte. L’altro aspetto su cui si concentrò l’indagine fu il fatto che la Progetto Clima ottenesse il lavoro ancora prima di presentare formalmente il preventivo. A destare i primi sospetti fu, nel 2016, un guasto alla caldaia della caserma di Seneghe. Fu allora che si scoprì che la manutenzione non era stata effettuata. Da quel momento ci fu l’effetto domino con controlli in tutte le altre caserme. Il processo inizierà ai primi di marzo.
Nel decreto di rinvio a giudizio il giudice per le indagini preliminari Elisa Marras, accogliendo una richiesta avanzata dallo stesso pubblico ministero Marco De Crescenzo, ha archiviato l’accusa di frode in pubbliche forniture sia per i dipendenti pubblici che per l’imprenditore.
Per il 41enne Federico Erdas (difeso dagli avvocati Gianfranco Siuni e Raffaele Miscali), ex amministratore della Progetto Clima che nel frattempo ha cambiato nome in Dueffe l’accusa su cui si dovrà difendere al processo adesso è di turbativa d’asta. La stessa che è stata rivolta a Ignazio Buccoli (difeso dagli avvocati Gianfranco Trullu e Marco Langiu), originario di Cagliari, allora dirigente dei Servizi comuni, contabilità finanziaria e Affari generali dell’ufficio governativo, e adesso dopo un passaggio in una altra Prefettura, in forza al ministero degli Interni, e Fulvio Sprio (difeso dall’avvocato Guido Manca Bitti), palermitano, allora funzionario nella Prima sezione appalti, forniture di beni e Servizi in economia, che invece adesso lavora in un ufficio staccato del ministero degli Interni in Provincia di Oristano. Sul banco degli imputati anche il dipendente della Progetto Clima, Fabio Garau, 39 anni di Villaurbana. Per quest’ultimo, difeso dall’avvocato Alessio Manconi, l’accusa è una sola ovvero quella di frode in pubbliche forniture.
Al centro dell’indagine, e del processo ci sarà l’appalto della manutenzione delle caldaie della maggioranza delle caserme dei carabinieri della provincia sino al 2017, trentuno edifici in cui l’Arma aveva la sede operativa. L’affidamento dell’appalto e la verifica dell’effettuazione dei lavori di manutenzione era materia di competenza della Prefettura. Secondo quando ritenuto dal pubblico ministero questi lavori sarebbero stati regolarmente fatturati e pagati senza che le manutenzioni venissero effettivamente svolte. L’altro aspetto su cui si concentrò l’indagine fu il fatto che la Progetto Clima ottenesse il lavoro ancora prima di presentare formalmente il preventivo. A destare i primi sospetti fu, nel 2016, un guasto alla caldaia della caserma di Seneghe. Fu allora che si scoprì che la manutenzione non era stata effettuata. Da quel momento ci fu l’effetto domino con controlli in tutte le altre caserme. Il processo inizierà ai primi di marzo.
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