Rapina e vendetta, in 4 a processo

Ruinas. A marzo una compravendita di 45mila euro di cocaina rischiò di finire con un omicidio

RUINAS. Doveva essere solo uno scambio di droga, rischiò invece di trasformarsi in un omicidio. Gli aggressori, secondo le accuse, si stavano vendicando di una rapina appena subita. A quattro mesi dagli arresti, il pubblico ministero Andrea Chelo ha chiesto il giudizio tramite rito immediato per i quattro indagati di una vicenda tanto singolare quanto violenta. Accadde tutto a Ruinas il 3 marzo dell’anno scorso. Secondo la ricostruzione della pubblica accusa, che si è servita delle indagini dei carabinieri, quel giorno doveva avvenire una compravendita di droga.

In paese, arrivano i cagliaritani Stefano Sanna, 30 anni, e Salvatore Sanna, 43 anni. Devono comprare la droga da Gianluca Lostia, 41 anni di Ruinas, e probabilmente anche da Giovanni Pisu, 28 anni di San Vero Milis. Uno dei due cagliaritani si ferma all’ingresso del paese, l’altro procede verso casa di Gianluca Lostia ed è qui che sarebbe scattata la trappola che avrebbe acceso la scintilla per la vendetta. Lostia sarebbe andato incontro a Stefano Sanna e l’avrebbe invitato a entrare in casa sua per perfezionare la compravendita di droga. Dentro però c’era un’altra persona, che gli inquirenti ritengono fosse proprio Giovanni Pisu. Questi, col volto coperto da un passamontagna e armato di coltello e pistola, avrebbe chiesto a Sanna, non certo in maniera cortese, di consegnare i soldi. Visto che l’aver puntato la pistola non era stato sufficiente, si sarebbe avvicinato a Stefano Sanna puntando contro di lui il coltello. A quel punto, questi lasciò i soldi, prima di essere scaraventato fuori dalla casa.

Sembrava la fine, ma non fu così. I due amici cagliaritani rimasero infatti in paese e, poco più tardi, si imbatterono non certo casualmente in Giovanni Pisu. Gli andarono incontro e, usando un blocchetto, lo colpirono ripetutamente al volto e alla testa, provocandogli gravissimi traumi. Lo lasciarono tramortito a terra, forse addirittura convinti di averlo messo a tacere per sempre. Invece Giovanni Pisu fu visto immobile a terra e furono chiamati i soccorsi che gli salvarono la vita. Prima di riprendere conoscenza trascorse però diversi giorni in ospedale a Sassari, prima in Rianimazione quindi nel reparto di Chirurgia maxillo facciale. Quando fu possibile interrogarlo, ai carabinieri iniziò a fornire versioni poco convincenti, ma alla fine i militari riuscirono a ricostruire tutta la vicenda. Successivamente scattarono le misure cautelari, a cui ha fatto seguito ora la richiesta di giudizio immediato per tutti e quattro i protagonisti della storia. L’udienza di fronte alla giudice per le udienze preliminari Federica Fuglheri è fissata per il 18 gennaio. In quell’occasione gli avvocati difensori Fabio Costa, Marco Fausto Piras, Roberta Cannas e Pietro Diaz potranno chiedere eventuali riti alternativi. Per il momento tutti gli imputati sono in carcere.

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