Betoniere in via Lepanto, «Ma i lavori sono fermi»

Il Comune rassicura i residenti preoccupati per il fermento nel cantiere: «Dopo la sentenza del Tar sono in corso solo opere di consolidamento»

ORISTANO. Il costante via vai delle betoniere e dei mezzi pesanti, gli operai a lavoro e le colate di cemento. Dopo più di un mese dalla sentenza del Tar che imponeva lo stop ai lavori per la realizzazione del contestato progetto di housing sociale, i residenti di via Lepanto hanno cominciato ad avere l’impressione che il cantiere fosse tutt’altro che in smobilitazione. Così, fra i componenti del comitato uscito vittorioso dal confronto giudiziario con il Comune e la ditta costruttrice Torre, ha cominciato a crescere l’inquietudine e si sono moltiplicate le richieste di chiarimenti. L’assessore all’Urbanistica Gianfranco Licheri, in risposta, rassicura i cittadini: «Abbiamo chiesto chiarimenti agli uffici comunali, che ci hanno spiegato e garantito che si tratta proprio di operazioni finalizzate alla messa in sicurezza del cantiere».

I dettagli li illustra il dirigente dell’Ufficio tecnico, l’ingegnere Giuseppe Pinna: «A un occhio inesperto potrebbe sembrare ordinaria attività di costruzione. In realtà, si tratta davvero di interventi legati alla chiusura del cantiere. Non è pensabile lasciare, magari per mesi, un solaio a metà, soprattutto in un periodo di notevoli precipitazioni atmosferiche». Gli interventi in corso dovrebbero quindi riguardare la copertura del piano seminterrato, la cui realizzazione era già cominciata quando, a fine novembre, i giudici amministrativi cagliaritani accolsero il ricorso presentato dall’avvocato Luca Casula per conto del comitato dei residenti contrari all'intervento, annullando la concessione edilizia rilasciata dal Comune e imponendo, di conseguenza, l’interruzione dei lavori.

«In ogni caso – spiega ancora l’ingegner Pinna –, per la settimana che arriva abbiamo in programma un sopralluogo al cantiere per verificare le attività svolte dalla ditta proprio in questi ultimi giorni. I lavori veri e propri possono ripartire solo in presenza delle autorizzazioni necessarie».

Su questo fronte, per ora, non risultano siano state presentate all’Ufficio tecnico istanze o richieste da parte della ditta costruttrice, l’unico soggetto in grado di avviare l’iter per una ripartenza dei lavori. Uno dei possibili sviluppi futuri è quello parallelo al caso molto simile di via De Gasperi, con la ditta che aveva presentato una richiesta di sanatoria di quanto già realizzato, disinnescando così anche possibili procedimenti penali legati all’eventuale contestazione di abuso edilizio. Ottenuta la sanatoria, anche la ditta Torre potrebbe optare per costruire sino al limite di 13 metri stabilito dal Tar sulla base delle norme urbanistiche oristanesi o presentare un piano attuativo che, con il voto favorevole del Consiglio, potrebbe ripristinare le altezze di 18 metri previste dal progetto bocciato.

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