Oncologia ed ematologia: porte sbarrate per 700

Per la carenza di medici il reparto non ha potuto accettare tanti nuovi pazienti Il responsabile: «Devono andare fuori provincia o rinunciare alle cure»

ORISTANO. L’accreditamento formalizzato dalla Regione il 22 giugno, non è bastato a garantire maggior assistenza ai pazienti dell’Oncologia ed Ematologia del San Martino. «Ogni anno stimiamo siano tra 450 e 500 i pazienti per Ematologia e OncoEmatologia e circa 200 di Oncologia che non possono accedere alle cure al nostro Centro e devono recarsi in altre strutture o, se non in grado di farlo per limiti fisici, economici o sociali, devono addirittura rinunciarvi». È solo uno degli elementi contenuti in un report di denuncia stilato dai sindacati dei medici dirigenziali Anaao Assomed di Oristano.

La struttura complessa, continua a soffrire di una gravissima carenza di personale medico. Se fino al 2018 gli specialisti in servizio erano nove, ora sono cinque, dei quali uno soltanto opera in oncoematologia. La conseguenza più evidente è stato l’annullamento delle prime visite per i pazienti di ematologia, reparto che ne assicurava dieci a settimana, e per l’oncologia, passate da tredici ad appena nove alla settimana. «Da tempo si sono spenti i riflettori sui problemi che investono la Struttura complessa di Oncologia-Ematologia del San Martino. I problemi dell’assistenza ai pazienti oncologici ed ematologici della nostra provincia sembrano caduti nell’oblio», inizia così la nota firmata dal dottor Luigi Curreli, segretario di Anaao-Assomed all’Asl di Oristano e al coordinatore dei segretari aziendali dell’Ares Sardegna.

Luigi Curreli è anche il responsabile e unico medico dell’Ematologia del San Martino, dove appunto, non si possono accettare, oltre a quelli già in carico, nuovi pazienti: «Nonostante le promesse di Ats e Regione non abbiamo visto alcuno degli auspicati e necessari tre nuovi dirigenti medici di Oncologia e almeno tre dirigenti medici di Ematologia». Eppure, con in media appena quattro medici in servizio, l’attività ha proceduto senza sosta «e al limite delle nostre possibilità».

Nel 2021, al day hospital, sono state aperte 676 nuove cartelle, delle quali, 179 in Ematologia e 497 in Oncologia. Gli accessi complessivi sono stati 10.276. Nell’ambulatorio di Ematologia, 18 sono stati i pazienti visitati per la prima volta – un numero basso legato all’accreditamento arrivato solo a giugno – e 1.221 le visite di controllo. Sono stati invece 160 i pazienti visitati per la prima volta in Oncologia e 2.971 quelle di controllo. «Questi dati non tengono conto delle consulenze interne e delle visite in intramoenia che portano a superare abbondantemente le 13.500 prestazioni all’anno», precisa Curreli.

Le visite di controllo sono state mantenute per l’Oncologia, ma un centinaio sono rimaste in arretrato. «Per Ematologia, essendo rimasto in servizio un solo dirigente medico, si è potuto tenere aperto, oltre ovviamente al day hospital, solo l’ambulatorio delle terapie, mentre sono state sospese tutte le visite di controllo per i pazienti guariti o comunque non in terapia», spiega ancora. I nuovi pazienti ematologici vengono così arruolati, compatibilmente con i carichi di lavoro, solamente in occasione di consulenze interne negli altri reparti. È garantita anche la presa in carico per terapia a pazienti già trattati o già in carico che presentassero recidiva o progressione di malattia.

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