Il grande balzo della Tari: in cassa 2 milioni in più

È la variazione più significativa del bilancio rispetto all’anno precedente Cresce la capacità di riscossione dei tributi: incremento di 2 milioni e mezzo

ORISTANO. Aumentano, trainate dalla tassa sui rifiuti, le entrate del Comune derivanti dai tributi, ma cresce significativamente anche la spesa per le bollette e i servizi di assistenza sociale, mentre diminuiscono i trasferimenti da parte di Stato e Regione. In generale, i dati fanno registrare per l’ente locale una contrazione rispetto al 2020. Due anni fa, i conti si erano chiusi al 31 dicembre con 135 milioni di entrate e 131 milioni di uscite. Nel 2021 si passa a 110 milioni in entrata e 106 in uscita.

Le riscossioni crescono. Le indicazioni più interessanti arrivano dall’esame delle singole voci. Per quel che riguarda i tributi, la crisi economica non sembra aver determinato una riduzione della capacità di riscossione che, anzi, ha portato in cassa quasi 15 milioni, con un incremento di 2 milioni e mezzo rispetto al 2020. L’Imu ha fruttato 6 milioni e 400mila euro, allo stesso livello del 2020, e le contrazioni dei redditi privati non hanno influito troppo sull’addizionale Irpef, con 1 milione e 640mila euro di incasso e appena 100mila euro in meno rispetto al 2020. Le cose cambieranno radicalmente nel 2022 quando, con l’aumento delle aliquote deciso dall’amministrazione, si prevede un introito di ben 3 milioni e 175mila euro.

La Tari vola. È la Tari a far segnare maggiori incassi per 2 milioni, per un totale di 6 milioni e 300mila euro, anche grazie alla scoperta di un migliaio di utenze fantasma dovuta al nuovo sistema di raccolta differenziata. Sempre sul fronte rifiuti, mezzo milione è stato incassato con il recupero dell’evasione, in gran parte legata alla Tarsu, abolita ormai dieci anni fa. Diminuiscono di 140mila euro le entrate derivanti dalle sanzioni amministrative e legate al codice della strada, per un incasso totale di 411mila euro.

Le spese del Comune. Dando uno sguardo alle spese, la voce più significativa è quella dell’acquisto di beni e servizi, per un totale di 21 milioni. Il Comune ha tagliato la spesa per l’acquisto di giornali e riviste, passando da 22mila a 8mila euro e ha in compenso raddoppiato quella per le pubblicazioni, per un totale di 60mila euro. Carburanti, combustibili e lubrificanti hanno inciso sulle spese per 170mila euro (27mila in più rispetto al 2020), mentre la spesa per generi alimentari è scesa da 33mila a 15mila euro. Le indennità e rimborsi per gli organi politici hanno comportato una spesa complessiva di 360mila euro, mentre le spese per l’organizzazione e la partecipazione a convegni, mostre ed eventi arrivano a poco più di 100mila euro, contro i 78 del 2020. La bolletta della luce vale in totale 1 milione e 250mila euro, poco più che nel 2020, ma gli altri canoni e utenze sono rincarati di un milione, arrivando a 2 milioni e mezzo.

Assistenza sociale. Un milione di incremento si registra anche nei servizi di assistenza sociale domiciliare, costati 2 milioni e 744mila euro, mentre i servizi residenziali e semi-residenziali di assistenza sociale valgono un milione e mezzo. Fra le spese per investimenti, poco meno della metà va addebitato alla realizzazione e manutenzione delle strade, con una spesa di 3 milioni e 750mila euro. Diminuiscono, invece, di circa mezzo milione le spese per il pagamento degli stipendi, che si attestano a 8 milioni e 200mila euro. Il tutto, in un quadro in cui il Comune deve fare affidamento soprattutto sulle proprie risorse: nel 2021 i trasferimenti statali e regionali per la spesa corrente sono calati di ben 7 milioni di euro.

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