Seneghe covid alla casa di riposo

Mentre a Cabras ci sono classi in dad alla scuola dell’infanzia. Regolari invece le lezioni alla Primaria

SENEGHE. Un focolaio Covid è stato individuato nel centro anziani-Casa di riposo Pili Cubeddu. I contagi interessano alcuni anziani ospiti della struttura, i quali avrebbero contratto la variante Omicron. Gli anziani ospiti, tutti vaccinati, adesso sono sotto stretta sorveglianza e in cura medica da parte dei sanitari della Asl, ma le loro condizioni di salute, assicurano i responsabili della struttura, non destano preoccupazioni. Gianni Pitzolu, amministratore della società che gestisce la Casa Pili Cubeddu da alcuni anni, dice che la situazione è sotto controllo e la vita all’interno della casa per gli ospiti prosegue come sempre.

«Le persone contagiate stanno osservando la quarantena prevista in un locale isolato e in totale sicurezza. Hanno già effettuato i tamponi e stiamo attendendo i risultati di quelli a cui sono stati sottoposti dal personale della Usca. Nessuna di esse presenta sintomi gravi». I contagi però non riguardano solo gli ospiti della casa di riposo. Nel paese, dopo le festività di fine anno, il virus si è diffuso anche tra diversi cittadini, costringendo molte persone alla quarantena. Anche per loro, per fortuna, l’infezione non si sarebbe sviluppata in maniera grave e tutti i contagiati stanno bene. La variante Omicron è stata individuata per la prima volta a fine novembre dello scorso anno in Sudafrica, e si è diffusa velocemente in tutto il mondo. In Sardegna è arrivata agli inizi di dicembre con una persona che rientrava dopo un viaggio in Sudafrica. La sua caratteristica consiste nell’alto livello di contagiosità ma, di contro, è meno pericolosa rispetto alle altre varianti.

A Cabras non è bastato lo screening su base volontaria, organizzato nel fine settimana dall'amministrazione Abis, per scongiurare la chiusura di alcune classi dell'Istituto comprensivo. «Mercoledì abbiamo disposto la quarantena e la sospensione dell'attività didattica dal 20 al 27 gennaio inizialmente per una sezione della scuola dell'Infanzia – ha dichiarato il dirigente Paolo Figus – perché c'è stata comunicata la positività di un bambino che aveva frequentato. Per l'infanzia la norma è molto rigida, basta un solo positivo per sospendere le lezioni e far partire la quarantena. I bambini piccoli, non avendo la mascherina e non avendo fatto il vaccino, sono più esposti». Ma una positività ha riguardato anche un insegnante. «Per evitare rischi abbiamo disposto la sospensione di tutte e quattro le sezioni. Di fatto mezza scuola di Via De Gasperi (4 sezioni su 7) è a casa. Le insegnanti, essendo vaccinate, sono tenute solo all'autosorveglianza, e dovranno fare la Dad ai bambini a casa». Più tranquilla appare la situazione della Primaria e della Secondaria di primo grado. «Abbiamo ricevuto comunicazione soltanto di alcuni positivi che avevano frequentato lunedì in alcune classi della Primaria – dice Figus – in questo caso, per un solo positivo, non si impone la quarantena ma l'autosorveglianza. I bambini, naturalmente tranne il contagiato, continuano a frequentare. Gli altri frequentano ma devono farsi un test. Abbiamo comunicato all'Ats l'elenco dei bambini chiamati a fare il tampone. Sappiamo però che c'è difficoltà da parte della sanità sarda a garantire oggi l'immediatezza, e spesso sono le stesse famiglie ad occuparsene. Alla scuola media la situazione è tranquilla, non sono segnalati casi: gli unici positivi sono alunni che non sono rientrati dalle vacanze di Natale o che sono stati intercettati con lo screening». Fra mille difficoltà, quindi, la didattica va avanti. «Stiamo reggendo l'urto e cercando di garantire la didattica. È importante sensibilizzare la popolazione alla vaccinazione anche dei bambini più piccoli, soprattutto quelli che frequentano la primaria. Invito le famiglie a prendere in considerazione il vaccino come un valido strumento».(pi.maro.) (p.cam.)

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