oristano
cronaca

I falchi pescatori arrivano a Mistras

Diverse decine gli esemplari censiti. Provengono dall’Europa Centrale 


28 gennaio 2022


CABRAS. Sono le zone umide dell’Oristanese, in particolare lo stagno di Mistras, i luoghi preferiti per svernare dai falchi pescatori. Lo attestano i risultati del censimento che si è tenuto lo scorso fine settimana e che ha permesso di stimare in 55 il numero dei falchi pescatori svernanti nella Sardegna. Mai tanti, ne erano stati avvistati negli ultimi cinque anni. Un numero da record, forse legato ai cambiamenti climatici. Coordinati dal Gruppo sardo di ricerca sul Falco pescatore e dalla Lipu, i 66 volontari partecipanti al censimento, tra appassionati birdwatchers, ornitologi e fotografi appartenenti ad associazioni, ma anche liberi professionisti, operatori dell’ Agenzia Forestas e della Direzione generale della Protezione civile regionale, muniti di strumenti ottici come binocoli, cannocchiali e teleobiettivi in maniera sistematica hanno annotato tutte le osservazioni su apposite schede di rilevamento. Le attività sono state anche supportate dall’Area Marina Protetta del Sinis e dal Parco Nazionale dell’Asinara. Lo stagno di Mistras registra la massima concentrazione di individui «grazie a particolari caratteristiche legate alla pescosità, profondità e trasparenza delle acque», si legge in una nota. «In attesa di completare l’elaborazione dei dati, possiamo stimare che a Mistras siano stati avvistati almeno 15 falchi pescatori», conferma Gabriele Pinna della Lipu di Oristano che assieme a Francesco Guillot e Alberto Fozzi, ha coordinato il censimento. Grazie all’analisi delle letture degli anelli, di cui alcuni esemplari fra quelli censiti sono muniti, si è potuto determinare come diversi falchi provengano dall’Europa centrale e settentrionale e condividano così le aree di svernamento con quelli che si riproducono lungo le coste del Mediterraneo.

La novità di quest’anno è stata la contemporaneità su scala internazionale. Infatti nel medesimo arco di tempo sono stati censiti i falchi pescatori svernanti della penisola Iberica e della Corsica dove è in atto una collaborazione per la conservazione di questa specie. La Sardegna ha un ruolo rilevante nella conservazione di questa specie non solo come importante area di svernamento ma anche come luogo di sosta durante la migrazione. Inoltre, dal 2020 una coppia ha scelto le falesie della Sardegna per fare il nido. «Era dalla fine degli anni sessanta che non si schiudevano uova di Falco pescatore nella nostra isola, ad oggi ben cinque i piccoli si sono involati con successo», conclude la nota degli organizzatori.

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