oristano
cronaca

La strana attesa dei due componidori

I capicorsa Francesco Loi e Livio Urru raccontano le emozioni dei giorni che precedono la giostra in formato ridotto


01 febbraio 2022 di Eleonora Caddeo


ORISTANO. Una Sartiglia diversa, non quella che ci si immagina da bambini, ma pur sempre un momento di gioia e orgoglio da vivere onorando la tradizione e l’invito ricevuto, seppur facendo i conti col rispetto della situazione sanitaria. Così i due componidori, Francesco Loi per il gremio di San Giovanni e Livio Urru per il gremio di San Giuseppe, raccontano come stanno vivendo i giorni di attesa che li porteranno alla giostra che ancora non si sa che forma avrà.

È una narrazione a due vociche descrivono due uomini, due età e due esperienze di Sartiglia differenti, che sembrano parlare all’unisono quando sottolineano l’emozione e l’orgoglio per quell’invito al ruolo di capocorsa che tutti i cavalieri sperano un giorno di ricevere. «Sto vivendo questa Sartiglia particolare con il gremio di San Giovanni, il presidente e il suo vice che mi sono davvero molto vicini – sottolinea Francesco Loi, componidori di domenica 27 febbraio – e sto pensando a compiere al meglio l’incarico che mi è stato dato».

Sarà una Sartiglia insolita quella che lo aspetta. «Non sarà certo la giostra che ho sempre immaginato da bambino – spiega il capocorsa di San Giovanni –, ma sono onorato e orgoglioso dell’invito che mi è stato fatto e perché è arrivato da questo presidente. Non sappiamo ancora cosa ci sarà concesso, cercheremo di portare avanti la tradizione che ad Oristano dura da secoli».

Cambia voce, non cambiano i sentimenti. «È sempre un’emozione – sottolinea Livio Urru, componidori di martedì 1 marzo –, ma viene a mancare una delle cose fondamentali sia per la candelora che per la Sartiglia. Non potremo condividere questi momenti per noi così importanti con amici, cavalieri e tutti gli amanti di questa manifestazione». Non mancheranno però la dedizione e i sacrifici per garantire che la tradizione secolare prosegua dopo un anno di stop. «Pur di non interromperla – spiega il capocorsa di San Giuseppe – ci atterremo a malincuore alle limitazioni che ci saranno imposte a causa della pandemia».

Sarà una Sartiglia ridottissima, eppure i riti preparatori all’evento procedono silenziosi. Si stanno svolgendo ormai da settimane le prove di vestizione, momenti riservatissimi del pre Sartiglia, curati dall’organizzazione meticolosa delle due prioresse, mogli dei due presidenti dei gremi. «Mi sto godendo tutti i momenti preparatori, come le prove della vestizione – spiega Francesco Loi –. Domani ci sarà la candelora e sarà a porte chiuse, solamente per il gremio e i miei familiari più stretti. In questo momento, in cui mi auguro che passi questa situazione non soltanto per la Sartiglia, ma per tutto il mondo, evitiamo di approfittarne e godiamoci quello che ci permettono di fare».

Domani, quindi, ci sarà il momento sacro della benedizione dei ceri, primo appuntamento con la tradizione e la presentazione alla città dei due componidori, anche quest’anno con pochi tamburi e trombe.

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