«No interinali al Consorzio»
di Michela Cuccu
Il sindacato contrario all’assunzione di lavoratori tramite agenzia al posto dei precari
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ORISTANO. «Scusate, abbiamo sbagliato: gli idrovoristi e l’acquaiolo che doveva fornirci l’agenzia interinale non li assumiamo più». Le parole usate dal Consorzio di bonifica non sono certo queste, ma è il senso della rettifica fatta a tempo di record della determina che aveva scatenato la rivolta dei sindacati che l’avevano immediatamente impugnata, ricordando che per le assunzioni «devono essere rispettate i diritti di precedenza degli operai avventizi ancora a casa e in attesa di esser chiamati». Una marcia indietro rapidissima: il direttore generale del servizio amministrativo, correggendo la sua prima determina, parla di «un probabile refuso». Nella rettifica, infatti, si spiega come in realtà non fossero quelle le figure professionali che il Consiglio di amministrazione aveva autorizzato ad assumere. Ora il Consorzio assumerà quattro elettricisti, due saldatori, un idraulico e un impiegato, ma sempre con contratto a termine e attraverso una agenzia interinale. Ieri mattina, i segretari provinciali di Flai Cgil, Fai Cisl e Filbi Uil, Roberta Manca, Cristian Pistis e Franco Pani, avevano diffuso un comunicato, revocato subito dopo esser stati informati che il Consorzio aveva modificato la prima determina. I sindacati, tra le altre cose, avevano segnalato come questa non sarebbe la prima volta che il Consorzio si rivolge ad una agenzia interinale, bypassando il collocamento pubblico dell’Aspal. Cosa che farà comunque, dato che le assunzioni, anche nella rettifica, dichiara che saranno fatte attraverso la società Osmosi spa. E anche se questa volta c’è stata la correzione, ma soltanto per quel che riguarda le qualifiche, le assunzioni avranno un costo che , come scrivevano i sindacati nel documento poi ritirato : « si scaricherà inevitabilmente sulle cartelle di pagamento a carico dei Consorziati». Resta intanto aperto il problema della stabilizzazione degli 87 lavoratori avventizi che potrebbe gà partire. La Regione ha infatti finanziato un piano per tutti i Consorzi di bonifica della Sardegna. Ma le modalità stabilite dal Consorzio dell’Oristanese, che assumerebbe quel personale, previa la frequentazione di un apposito corso di riqualificazione, è contestata dai sindacati che temono che in questo modo, si allungherebbero i tempi, provocando l’esclusione degli avventizi più anziani che nel frattempo, andrebbero in pensione senza mai aver ottenuto un contratto a tempo indeterminato. Modalità, quelle del Consorzio, che contrasterebbe con le disposizioni regionali. Infatti, l’assessora all’Agricoltura, Gabriella Murgia e dal direttore del servizio del Territorio rurale, le hanno in qualche modo respinte. Il 2 febbraio, proprio il direttore del servizio del Territorio rurale, con una determinazione ha annullato la delibera del Consorzio. Come prevedibile, il presidente del Consorzio, Carlo Corrias, ha impugnato la determinazione dinanzi al Tar. Il Consorzio ha trovato sponda nel consigliere regionale di forza Italia, Emanuele Cera. Temendo anche i tempi lunghi del Tar, che potrebbero contribuire a ritardare le stabilizzazioni, ha chiesto ufficialmente la revoca della determinazione del servizio del Territorio. «Ritengo che si debba scongiurare questo gravissimo rischio che stiamo correndo, occorre necessariamente abbassare il livello tensione nel confronto e che si riprenda a dialogare, sgombrando il campo dalle incomprensioni e dalle proprie convinzioni, per superare l’esito di una sentenza», si legge tra l’altro nell’appello che Cera ha rivolto agli enti coinvolti. «L’annullamento della delibera del Consorzio di bonifica dell’Oristanese – scrive Cera – nell’immediato blocca l’intera procedura di stabilizzazione, proprio nell’imminenza dell’avvio della stagione irrigua».
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