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cronaca

Oristano: no all’azzeramento, Lutzu e Faedda non si fanno da parte

Pasticcio centro destra: poco gradita una scelta da Cagliari In settimana nuovo vertice per decidere il candidato sindaco


08 giugno 2022 di Enrico Carta


ORISTANO. Qualcuno dei diretti interessato, scherzando ma non troppo, dice: «Ci vorrebbe uno psicologo, ma uno psicologo molto bravo», perché sinora nessuno ne ha cavato piede. Il gran ballo per strappare la candidatura a sindaco del centro destra conoscerà in settimana un altro giro di valzer, nel momento in cui l’azzeramento dei candidati proposto o, meglio, imposto dal tavolo regionale di coalizione va incontrando diverse resistenze.

Il 25 aprile c’entra poco, sono solo resistenze o personali o di partito. Quel che appare sicuro è che almeno uno dei quattro nomi in campo abbia fatto un passo indietro e si sia messo l’anima in pace. L’attuale vicesindaco Massimiliano Sanna parrebbe infatti aver fatto un passo indietro e diventando così osservatore dell’agone politico sempre più indecifrabile e pasticciato del centro destra. Nonostante la richiesta di azzeramento riguardi tutti i nomi sin qui in campo, non vogliono invece lasciare la disputa né il sindaco Andrea Lutzu, silente in attesa di spuntare come jolly “usato sicuro e garantito” da gettare di nuovo sul tavolo della partita a carte, né Luca Faedda, consigliere comunale e nome su cui punta Forza Italia, né Maria Valentina Marras, dirigente Asl proposta dal movimento dei Democratici Europei.

Insomma, al tavolo dei partiti che si riunirà entro la settimana e da cui, per forza, dovrà venir fuori il nome del cardinale aspirante al soglio di Palazzo degli Scolopi, ci saranno anche quei tre convitati di pietra ovvero quei candidati che la coalizione ha chiarito non essere più proponibili, ma che insistono e il sindaco lo vorrebbero fare. Efisio Sanna e centro sinistra permettendo, ovviamente.

L’alternativa resta il nome civico e l’unico sin qui l’unico che davvero è stato fatto – l’ha proposto Mauro Solinas per conto dei Riformatori o di una parte di essi – è quello del presidente di Confartigianato Marco Franceschi. Dalla sua ha il vantaggio di essere una figura che potrebbe trovare assenso anche a Cagliari per via di non certo segreti legami familiari, che riportano al fratello Piero e quindi al Psd’Az. Strappare il gradimento del presidente della giunta regionale, Christian Solinas, non sarebbe certo impresa erculea. Ben più difficile è invece riuscire a strappare il consenso degli altri commensali del tavolo di centro destra, anche perché un nome civico, quindi estraneo ai partiti, toglierebbe spazio a chi poi ambisce a posti in giunta o comunque a ruoli da protagonista nel prossimo governo cittadino, qualora il centro destra dovesse spuntarla alle elezioni del prossimo 12 giugno.

Cosa accadrebbe nel caso in cui Marco Franceschi non andasse bene e nessuno degli altri nomi sin qui in ballo sia gradito alla maggioranza della coalizione? Meglio chiamare uno psicologo, per l’appunto. Intanto qualche movimento lo si registra ancora e potrebbe essere indicato alla voce piccole scosse di assestamento: Ivano Cuccu, ex assessore comunale ai tempi della giunta Nonnis, in campo oggi con una civica, sarebbe pronto a dare manforte nella composizione della lista a Sardegna 20Venti, il movimento che ha nel consigliere regionale Stefano Tunis il punto di riferimento e nell’assessora all’Industria Anita Pili il proprio faro nella politica oristanese.

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