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cronaca

Rebus assessori per il nuovo sindaco di Oristano

Fratelli d’Italia ne vuole tre, l’Udc due, uno per tutti gli altri. Problema Riformatori che così restano senza deleghe


17 giugno 2022 di Davide Pinna


ORISTANO. È la soddisfazione il minimo comune denominatore fra i partiti del centro destra. Le celebrazioni stanno però per lasciare il posto alle trattative per la composizione della giunta e, sullo sfondo, cominciano a vedersi le linee di tensione. La palma di primo partito è andata a Fratelli d’Italia, con il 13,52% e quasi 1.900 preferenze. «Il miglior risultato di sempre del nostro partito, nei centri sopra i 15mila abitanti in Sardegna – commenta il coordinatore provinciale Francesco Mura –. Cinque anni fa avevamo raccolto 241 voti». Sulla giunta, Francesco Mura ancora non si sbilancia: «Non faremo ragionamenti sui calcoli, ma sul merito». In ogni caso, secondo le indiscrezioni raccolte in questi giorni, il partito punterebbe a piazzare tre assessori e non farà rinunce per garantire una seconda poltrona ai Riformatori, partito del sindaco appena eletto.

È felice anche Andrea Santucciu, coordinatore proprio dei Riformatori e regista dell’operazione che ha portato alla candidatura vincente di Massimiliano Sanna. Sulla giunta, però, preferisce giocare a carte coperte: «Attendiamo la proclamazione degli eletti, poi si comincerà a discuterne col sindaco e la coalizione». I Riformatori puntano a riscuotere un assessorato, sebbene questo non fosse previsto dai patti elettorali. In particolare piace la casella dei Servizi sociali con l’uscente Carmen Murru, che tra l’altro è la consigliere più votata con 468 preferenze. Gli altri partiti però non sembrano disposti a fare alcuna concessione e sostengono che, esprimendo il sindaco e avendo piazzato tre soli consiglieri, i Riformatori abbiano già esaurito le carte.

Il terzo posto regala sorrisi anche al segretario cittadino dell'Udc, Michele Piredda: «È un risultato molto positivo. L’Udc ha diritto a due assessorati e proporrà il primo e il secondo dei non eletti, Antonio Franceschi e Giovanna Bonaglini». Il coraggio non manca visto che sono anche i primi nomi che vengono ufficialmente messi in campo.

Il quarto partito della coalizione è Sardegna Venti20. Forte del 7,88% al suo esordio alle comunali, ha il quoziente per un assessorato. Roberto Pisanu e Giuliano Uras sono i due consiglieri eletti, ma potrebbero anche stare alla finestra e il partito decidere di indicare un esterno.

Per quel che riguarda il Psd’Az, quinta forza della coalizione, il segretario cittadino Simone Prevete evidenzia la crescita in cinque anni: «Siamo passati da 250 voti a 1.097, il partito è cresciuto e si è radicato fortemente in città. C’è sempre spazio per migliorare, ma è una base di partenza ottima». Sul piano della giunta, i sardisti per ora restano al coperto: «Ci riuniremo in questi giorni per definire la linea».

Al sesto posto, col 6,22 per cento, si è piazzata Forza Italia, notevolmente ridimensionata rispetto al 2017, quando raccolse il 14,8 per cento e 2.351 voti. «Siamo soddisfatti, ma ci aspettavamo di più – spiega il più votato, Luigi Mureddu, che ha raccolto 378 preferenze –. Purtroppo, il voto di genere non è stato ancora ben capito dall’elettorato e la nostra lista, composta da quattordici donne, non è stata premiata da questo meccanismo». Mureddu si mette a disposizione per la composizione della giunta: «Cinque anni fa, decisi di fare esperienza in Consiglio e affinare la mia conoscenza dei meccanismi amministrativi: i miei elettori non ne furono troppo contenti, ma era giusto. Stavolta, mi rendo disponibile».

Restano fuori dal Consiglio, per ora, i Popolari Europei, ma bisogna attendere la proclamazione degli eletti: al movimento guidato da Attilio Dedoni, mancano appena ventidue voti per ottenere uno dei due seggi assegnati a Forza Italia.

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