La Nuova Sardegna

Oristano

L’indagine

Incendio nel Montiferru, la Procura chiede l’archiviazione

Incendio nel Montiferru, la Procura chiede l’archiviazione

Per gli inquirenti non ci furono responsabilità nella macchina antincendio

04 aprile 2023
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Bonarcado Una tragica fatalità per cui nessuno ha colpe. La procura di Oristano ha chiuso l’inchiesta sul rogo che mandò in cenere quasi 13mila ettari di terreni nel territorio del Montiferru, il 24 e il 25 luglio del 2021, e l’ultimo atto è la richiesta di archiviazione del procedimento. Significa che non sono stati individuati responsabili per quella devastazione e significa che nella macchina dei soccorsi e nelle procedure di intervento per limitare i danni non ci furono falle. Ancora le motivazioni che hanno portato a questa decisione non sono conosciute, ma nei prossimi giorni, forse già oggi, si saprà qualcosa in più e si capirà perché l’inchiesta, condotta dalla sostituta procuratrice Sara Ghiani e supportata da una maxi consulenza, è arrivata a questa conclusione.

Il ruolo del fato Qualcosa però la si può ipotizzare. Sin dalla mattina in cui le fiamme iniziarono a mangiarsi uno dei patrimoni boschivi più importanti di tutta la Sardegna, si era capito che non si trattasse di un evento doloso. Già dai primi accertamenti si era capito che tutto era stato generato da una concatenazione di eventi in cui la cattiva sorte avrebbe giocato un ruolo fondamentale. La sera prima, lungo la strada che collega Bonarcado a Santu Lussurgiu, una macchina prese fuoco e dal ciglio della strada partì un primo incendio che si diresse verso un canalone impervio. Le squadre antincendio riuscirono ad avere la meglio sulle fiamme, ma poi dovettero interrompere le operazioni di bonifica con l’avanzare del buio. Quando l’indomani ripresero il lavoro, il vento da sud che aveva preso a soffiare fortissimo, fece ripartire il rogo e da quel momento fu il disastro.

La coincidenza Proprio mentre l’incendio del Montiferru, che avrebbe interessato i territori di tutti i Comuni della sub regione arrivando sino alla Planargia, riprendeva vigore, parte delle squadre antincendio era già impegnata su un altro teatro. Nel Grighine alcuni episodi dolosi avevano richiamato le forze a terra e quelle aeree e questo aveva fatto sì che, nel momento dell’allarme, non ci sarebbe stato modo di contrastare le fiamme nel Montiferru in maniera immediata. Il vento, il caldo, la conformazione del territorio e la densità della vegetazione avrebbero poi fatto il resto. Quando si riuscì a concentrare tutte le forze, ormai il fronte del fuoco aveva un’estensione talmente vasta che non si riuscì più a limitare i danni e furono investiti vari paesi della zona, dove anche abitazioni, aziende e attività produttive furono cancellate nel giro di poche ore.

L’antincendio Appurato che il fatto era del tutto accidentale e che non c’era la mano dell’uomo dietro l’incendio, la procura di Oristano si concentrò sin dal primo momento su altri aspetti e andò a indagare eventuali responsabilità collaterali. La consulenza tecnica richiesta puntò i fari su eventuali errori od omissioni nelle procedure antincendio e sulla mancata prevenzione. «Il territorio era stato messo al riparo da eventi di questo tipo con interventi che avrebbero potuto limitare i danni?», si chiese la procura. Evidentemente la risposta è stata un sì e ciò che poteva essere fatto, fu davvero messo in pratica. Sebbene non si conoscano al momento le motivazioni della richiesta di archiviazione, è facile collegare questi elementi all’esito delle indagini perché era proprio su questi che si era focalizzato il lavoro della magistratura. Chiusa quindi la fase delle indagini e avanzata la richiesta di archiviazione, ciascuna delle parti offese, ovvero tutti coloro che hanno in qualche misura subito danni, possono presentare opposizione.

L’unico a essersi sinora costituito è un cittadino di Cuglieri, uno dei paesi più colpiti. È l’avvocato Rafaele Cocco – le fiamme arrivarono sino alla sua casa –, mentre nessuna delle amministrazioni pubbliche o delle tante attività imprenditoriali ha pensato di depositare la nomina di un avvocato e di ricevere quindi tutti gli avvisi imposti dalla procedura. Questo non impedisce comunque ad altri di presentare opposizione. Vanno però prima studiate le carte, i faldoni delle indagini e l’esito a cui queste hanno portato.

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