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Oristano

Unanime contrarietà

Eolico nel Montiferru, la rivolta dei sindaci


	Impianto eolico nel nord Sardegna
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Impianto eolico nel nord Sardegna

Contro il progetto presentato da Sorgenia

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Oristano Nella giornata di mercoledì 23 agosto i Sindaci dei comuni di Seneghe Albina Mereu, di Narbolia, Giangiuseppe Vargiu, di San Vero Milis, Luigi Tedeschi, il vicesindaco di Zeddiani, Efisio Carta, di Siamaggiore, Davide Dessì e di Solarussa Mario Tendas si sono ritrovati, presso l’aula consiliare del Comune di Solarussa per esaminare, discutere e confrontarsi in merito alla proposta del progetto eolico presentato dalla Società Sorgenia Renewables srl.

Il progetto prevede l’installazione di 9 invadenti e gigantesche pale eoliche con turbine nei comuni di Seneghe e Narbolia con altezza al mozzo pari a 125 metri e con un diametro del rotore di circa 170 metri, aventi una potenza massima di immissione di 75MW comprensive di un sistema di immissione in rete e di accumulo integrato che si snoda lungo i comuni di San Vero Milis, Zeddiani, Siamaggiore per giungere, poi a Solarussa dove è prevista la realizzazione di un punto di accumulo.

«Tutti i sindaci, all’unisono, hanno espresso non poche perplessità e riserve sia sull’iter gestionale ma anche e soprattutto sulle modalità con cui la società “Sorgenia Renewables srl” ha adottato nella gestione della proposta progettuale. Nessun Sindaco è stato contattato, nessun Sindaco è stato coinvolto ed interessato e ancor meno le Comunità coinvolte, loro malgrado, nel progetto. Non solo. La scelta – hanno dichiarato i primi cittadini dei sei comuni – è giunta a ciel sereno senza alcuna interlocuzione con i proponenti. Le perplessità,le titubanze ma anche le contrarietà sono davvero tante, proprio a partire dalla Società proponente. La visura camerale, infatti, evidenzia che è una società che non dispone neanche di una unità lavorativa e che ha chiuso il bilancio relativo all’esercizio finanziario 2022 con un bilancio di 1.260 euro. Dati che pongono ovviamente, in primis, dubbi sulla credibilità e possibilità che una Società con questi numeri possa portare avanti un progetto che ha certamente costi realizzativi e gestionali davvero consistenti. Altro punto dolente è quello relativo ai benefici per le Comunità. In pratica i Sindaci hanno rimarcato che pur condividendo il proposito di accelerare la transizione da fonti fossili a fonti rinnovabili hanno manifestato l’esigenza di poter disporre di regole certe e rispettose dell’ambiente. Nello specifico i Sindaci hanno rimarcato attraverso i loro interventi che risulta assolutamente inderogabile che il Consiglio Regionale della Sardegna si impegni, con la massima urgenza, nell’elaborazione e adozione di un grande piano strategico, all’interno del quale la pianificazione del territorio e il piano energetico siano funzionali ai reali fabbisogni e rispondano concretamente a criteri di sostenibilità, salvaguardia ambientale e paesaggistica, di tutela dei beni comuni, della salute e dell’ambiente».

I sindaci hanno deciso, in prima battuta, di coinvolgere i rispettivi consigli comunali con l’adozione di un ordine del giorno in cui venga formalmente richiesta una maggiore disponibilità di tempo per poter entrare nel merito della proposta progettuale e nel contempo avanzare, in maniera più puntuale, le osservazioni e la contrarietà rispetto a una proposta progettuale fortemente impattante.

«Nell’ordine del giorno c’è anche una formale ed esplicita richiesta alla regione finalizzata ad assumere azioni che pongano, con la massima urgenza, rimedio all’assenza di politiche di gestione dei grossi impianti. Che, in modo, sempre più caotico e disorganico giungono all’attenzione dei piccoli comuni senza neanche un minimo di concertazione o confronto. La linea dei Sindaci è quella di orientare la politica energetica dei piccoli comuni verso la generazione diffusa di energia, con la creazione in tutti i paesi delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) che conducano al raggiungimento di un reale risparmio energetico e di un positivo impatto economico, sociale e ambientale dei nostri territori. C’è sa evidenziare che oltre a una chiara convergenza di opinioni e di valutazioni è emersa, in modo altrettanto chiaro e univoco, la volontà di fare fronte comune per seguire e gestire questa partita in modo unitario. Da evidenziare che nell’ambito delle verifiche è già emerso che il progetto interessa una parte di terreni comunali gravati da uso civico oltre al fatto che risulta evidente il forte impatto dei lavori anche a partire dalle opere di installazione che richiederebbero inevitabilmente la creazione di una viabilità ad hoc capace di garantire i trasporti eccezionali (mezzi oltre 40 metri di lunghezza e 4 di larghezza) con la conseguente demolizione dei muretti a secco (patrimonio Unesco), oltre al disboscamento delle aree interessate caratterizzate da pascoli alternati a macchia mediterranea e sugherete e dalla presenza di aziende pastorali. Non ultimo, poi, anche l’aspetto archeologico visto che nelle are circostante sono presenti diversi siti. Si tratta insomma di numerose obiezioni\osservazioni che saranno evidenziate in sede di conferenza di servizi. Nel frattempo si adotteranno ulteriori strategie coinvolgendo sia i consigli comunali che le rispettive Comunità perché progetti di questa portata non possono e non devono passare sulla testa dei cittadini senza che prima ci sia un confronto e una condivisione diffusa nelle Comunità Locali».

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