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Oristano

Protesta del Sappe e della Uilpa

Oristano, tensioni a Massama


	Il carcere alle porte di Oristano
Il carcere alle porte di Oristano

Agenti feriti da detenuti campani

29 agosto 2023
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Oristano Dura presa di posizione da parte di Luca Fais, segretario regionale per la Sardegna del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, dopo il grave episodio avvenuto oggi nella Casa di reclusione di Oristano.

«Ennesima aggressione nel carcere di Oristano. Un gruppo particolarmente violento di detenuti napoletani si è scagliato con violenza in maniera del tutto gratuita contro diversi agenti di Polizia Penitenziaria. In tre, purtroppo, a causa delle contusioni riportate, hanno dovuto far ricorso alle cure ospedaliere. Non ci sono più parole per descrivere le gravi condizioni di disagio lavorativo in cui versa la Polizia Penitenziaria. Le quotidiane grida d'allarme del SAPPE continuano a rimanere incredibilmente inascoltate dai preposti vertici istituzionali: solo proclami e belle parole, ma, di concreto, il nulla. Queste sono violenze annunciate, commesse in una struttura in cui manca personale, strumenti di difesa individuale come il taser ed un regime di sicurezza proporzionato alla tipologia di detenuti di alta pericolosità. È scandaloso che nel 2023 vi siano ancora persone indegne che usano la violenza per cercare di sovvertire il sistema istituzionale all'interno dei penitenziari mirato alla risocializzazione del detenuto, ma in rispetto delle regole. Fortunatamente in carcere ci sono anche persone che si dissociano da questi atteggiamenti violenti e cercano nello studio e nel rispetto reciproco la loro ragione di vita».

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, esprime ai poliziotti feriti a Oristano «la solidarietà e la vicinanza del SAPPE», ed evidenzia come le intolleranze dei detenuti ed il grave episodio da loro provocato è «sintomatico del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. E la situazione è diventata allarmante per la Polizia Penitenziaria, che paga pesantemente in termini di stress e operatività questi gravi e continui episodi critici. Servono risposte ferme da parte del DAP, che assistente silente ed indifferenze a queste continue violenze. Bene l’ipotesi di configurare come aggravante l’aver posto in essere atti finalizzati ad alterare l’ordine e la sicurezza durante la carcerazione, come ha annunciato il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, ma io credo si debba andare oltre, destinando carceri dismesse come l’Asinara e Pianosa per contenere quei ristretti che si rendono protagonisti di gravi eventi critici durante la detenzione. Quel che è accaduto nella Casa di reclusione di Oristano testimonia una volta di più l’ingovernabilità delle carceri regionali e la strafottenza e l’arroganza di una parte di popolazione detenuta violenza, che anche in carcere continua a delinquere, ad alterare l’ordine e la sicurezza, evidentemente certa dell’impunità».

Anche il segretario della Uilpa, Michele Cireddu interviene sulla vicenda e fornisce anche qualche dettaglio in più. I detenuti appartenevano al circuito Alta sicurezza e hanno aggredito 4 agenti durante il rientro dal cortile passeggi. «Nel primo pomeriggio i detenuti della sezione Alta sicurezza, al rientro dai cortili passeggi, hanno dapprima rifiutato di rientrare nelle celle e, nonostante il tentativo di mediazione del personale di Polizia Penitenziaria, sono passati alle vie di fatto aggredendo 4 Poliziotti. Si tratta dell’ennesima aggressione subita dai nostri Poliziotti ma questo episodio preoccupa maggiormente perche’ i detenuti autori erano tanti e sono passati alle vie di fatto a seguito del rifiuto di rientrare nelle camere detentive. Si tratta di detenuti appartenenti al circuito Alta sicurezza e questo dato non può essere sottovalutato In tempi non sospetti avevano elencato una serie di anomalie all’interno dell’Istituto oristanese, in una nota indirizzata alla Direzione, al Provveditore ed al Capo del Dipartimento e, nonostante una recente ispezione dipartimentale, l’Istituto presenta diverse criticità che non sono ancora state risolte. Il clima all’interno è diventato più teso anche a causa del l’aumento di rapporti disciplinari nei confronti del personale che, in alcuni casi, a nostro avviso, non sembravano l’estrema ratio rispetto alle dinamiche contestate. In questo modo il personale non lavora con la giusta serenità, i gravi episodi avvenuti nel primo pomeriggio, non fanno altro che aumentare il disagio. L’amministrazione penitenziaria va urgentemente rifondata, vanno dotati gli Agenti di strumenti e mezzi per fronteggiare e prevenire le aggressioni. Non ci rassicurano le recenti dichiarazioni del Ministro Nordio sulla previsione di un articolo che prevede un aggravante per le aggressioni subite dagli Agenti. Se dal Ministro perlomeno arrivano delle dichiarazioni, fantasiose e nella pratica difficilmente irrealizzabili, come la riconversione in Istituti penitenziari delle ex caserme dismesse, dal Capo del Dipartimento non si ha nessuna traccia. Nel frattempo a subire le aggressioni, anche da parte di detenuti che all’esterno ricoprivano ruoli di spicco nella criminalità organizzata, sono i nostri Poliziotti sancendo una doppia sconfitta per il sistema».

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