La Nuova Sardegna

Oristano

Calcio giovanile

«Cacciatori contro pastori», il commento sulla partita juniores tra Ales e Ghilarza scatena la polemica

di Enrico Carta

	Lo screenshot della pagina con il commento 
Lo screenshot della pagina con il commento 

Il match è finito 17-1 per gli ospiti e sul 6-0 qualcuno che stava gestendo la cronaca diretta della partita su un sito ha postato la frase sgradita

05 novembre 2023
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Ales Probabilmente, nella mente dell'autore voleva essere un commento simpatico, invece è risultato l’opposto. Imitando le radiocronache di Tutto il calcio minuto per minuto, al 25° della gara del campionato juniores tra Ales e Ghilarza, che si stava disputando sabato 4 novembre nel campo del centro della Marmilla, il risultato era di

6-0 per gli ospiti e in quel preciso istante in una pagina di un sito in cui si stava aggiornando in diretta il risultato della partita, qualcuno che si firma John Deere e che poteva interagire direttamente con la diretta online ha postato il seguente commento: «Interruzione dalla Marmilla: oggi ad Ales mondiale di tennis, cacciatori contro pastori». Che poi volesse realmente scrivere cacciatori e non calciatori è pure da vedere, fatto sta che la frase non è passata inosservata.

Al termine della partita vinta dal Ghilarza per 17-1, Damiano Cadoni, responsabile del settore giovanile dell’Ales ha notato il commento e l’ha divulgato, spiegando anche i motivi del suo gesto: «Certe cose non le capisco proprio e mi lasciano a bocca aperta. I nostri ragazzi hanno perso. Onore a loro (riferendosi agli avversari del Ghilarza, ndr) che sono una realtà ben diversa: numericamente, come paese e come società, visto che sono in Eccellenza e noi in Terza categoria. Ma chi ha commentato in quel modo è di un ignoranza sconfinata. Siamo una società nata due anni fa con tanti sacrifici e di sicuro non vogliamo che i nostri bambini, ragazzi e appartenenti alla società in generale, crescano con certi pregiudizi di ignoranza allo stato puro – prosegue Damiano Cadoni –. Anche perché in primis non vedo nulla di male nel fare un lavoro così umile come il pastore che tanto avrebbe da insegnare alle nuove generazioni e poi perché non siamo un paese che sicuramente vive di pastorizia che è un termine usato solo in modo dispregiativo. Senza considerare che chiunque di noi, quindi anche l’autore dell’articolo, probabilmente ha almeno un parente che fa quel nobile mestiere». Quindi conclude: «Voglio solo credere che non sia nessuno appartenente al Ghilarza Calcio, bensì un ignorante qualsiasi che ancora non ha capito nulla dalla vita e dello spirito sportivo, soprattutto quando si parla di settore giovanile».

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