La Nuova Sardegna

Oristano

Allevamento

Lingua blu in provincia di Oristano, morte quaranta pecore

di Michela Cuccu

	Un allevamento di pecore
Un allevamento di pecore

Colpiti gli ovili in quattordici comuni del territorio. Sono oltre cento i capi contagiati, ma l’Asl rassicura tutti: «La situazione è sotto controllo»

11 novembre 2023
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Oristano Ritorna l’incubo della lingua blu. Sono una quarantina i capi morti e poco meno di un centinaio gli ovini contagiati dal virus. I dati sono stati forniti dall’Asl 5, con le indicazioni dei luoghi in cui si è diffusa la blue tongue. Sono quattordici gli allevamenti dell’Oristanese dove, per il momento, sono stati accertati i focolai. Finora, sono novanta gli ovini contagiati e quaranta i capi morti. I Comuni attualmente interessati dalla diffusione del virus della blue tongue sono tredici: Cuglieri, Seneghe, Narbolia, San Vero Milis, Riola Sardo, Baratili San Pietro, Zeddiani, Nurachi, Cabras, Terralba, Uras, San Nicolò d’Arcidano e Mogoro.

Secondo l’Azienda sanitaria non ci sarebbe, però, motivo di allarme: «La situazione è sotto controllo – ha dichiarato in una nota il dottor Enrico Vacca, direttore del Servizio di Sanità animale per l’Asl –. Il nostro servizio ha emesso un provvedimento che istituisce una zona soggetta a restrizione per febbre catarrale degli ovini, dove verrà applicata una serie di misure sanitarie per evitare l’ulteriore diffusione della malattia». E aggiunge: «Gli allevamenti all’interno della zona di protezione sono sottoposti a un’attività di monitoraggio, controllo e sorveglianza intensificata da parte dei servizi veterinari della Asl».

Le movimentazioni all’interno della zona di restrizione sono consentite purché i capi non presentino segni clinici della malattia «anche se resta inteso – prosegue il dottor Vacca – che gli animali provenienti da uno stabilimento ricadente nei 20 chilometri di raggio attorno a un caso confermato di blue tongue devono essere sottoposti a visita clinica da parte del veterinario ufficiale entro le 24 ore dalla partenza».

Le movimentazioni verso il restante territorio regionale sono consentite solo per il macello, previa visita clinica. Gli allevatori sono comunque preoccupati e lo sono le organizzazioni di categoria. Nei giorni scorsi, Copagri ha denunciato come la Regione non abbia ancora fornito informazioni sulla situazione sanitaria. «Non abbiamo notizia alcuna sull’attuazione del Piano di Profilassi 2022 – aveva dichiarato il direttore regionale, Pietro Tandeddu –, non sappiamo nemmeno se il Piano di profilassi 2023 sia stato approvato. In particolare, non conosciamo quante dosi di vaccino siano state utilizzate, in quali territori si è agito, su quali categorie di animali si è inoculato il vaccino. Vogliamo ricordare che abbiamo a che fare con una malattia che può presentarsi in varie forme, avendo conoscenza di oltre 25 sierotipi per i quali non esiste un vaccino al di là di quelli valevoli per i sierotipi citati, nemmeno per quello 3 che si è già presentato in Sardegna. Purtroppo al momento non sappiamo nemmeno quale sierotipo si stia parlando».

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