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Il Gigante Manneddu torna a Cabras dopo sei mesi a New York


	Il Gigante Manneddu in una delle sale del Metropolitan Museum di New York
Il Gigante Manneddu in una delle sale del Metropolitan Museum di New York

La statua ritrovata a Mont ‘e Prama e solitamente esposta al Museo Marongiu è stata ospitata dal Metropolitan Museum nella Grande Mela

30 novembre 2023
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Cabras Si è conclusa ieri, con la cerimonia di chiusura e le operazioni di smontaggio, dopo sei mesi e decine di migliaia di visitatori, l’esposizione del Gigante Manneddu, una delle statue ritrovate a Mont ’e Prama e per mezzo anno ospitata all’ingresso dell’area greco-romana del Metropolitan Museum di New York. «È stato un evento di portata storica per la Sardegna, che rappresenta solo il primo passo di una lunga serie di eventi culturali, scientifici e promozionali che la nostra Fondazione vuole organizzare con i partner nordamericani», ha commentato il presidente della Fondazione Mont ’e Prama, Anthony Muroni. Che ha aggiunto: «Nella terra delle opportunità, dove chi ha una buona idea è messo in condizione di svilupparla, vogliamo creare le condizioni affinché il sistema sardo abbia qui opportunità di sviluppo nei campi della cultura, della ricerca scientifica, dei mercati internazionali per le sue imprese e la capacità di attrarre investimenti nella nostra Isola».

La presenza di Manneddu a New York, insomma, va intesa come sviluppo di nuove opportunità per la Sardegna. «La nostra presenza qui oggi, in collaborazione con la Regione e il suo Centro di Programmazione, con quattro importanti gruppi di azione locale, con tante aziende sarde e la squadra di basket della Dinamo Sassari – ha sottolineato Muroni – va intesa in questo senso: creare le condizioni perché le buone idee del sistema della nostra isola trovino nuove opportunità e nuovi mercati». All’evento erano presenti Gianluca Cadeddu per il Crp della Regione e Marsilio Balzano, Cmo della Dinamo Banco di Sardegna. «Il compito della Regione è quello di agevolare le idee intelligenti e questa iniziativa promossa dalla Fondazione Mont ’e Prama è senza dubbio intelligente e lungimirante – ha detto Cadeddu –. Pertanto è stato un piacere accompagnarla in questo percorso, insieme anche alle aziende del nostro territorio, in quella che è stata un’esperienza di grande successo». Balzano ha espresso soddisfazione per la partnership fra Dinamo e Fondazione Mont ’e Prama: «Ringrazio il presidente per aver scelto la Dinamo come naturale ambasciatrice della Sardegna e dei Giganti nel mondo, una vocazione che la nostra società ha da sempre ma che con questa esperienza ha toccato i suoi massimi livelli. Porto i saluti del nostro amministratore delegato Francesco Sardara, che è stato uno dei primi a credere nella visione della Fondazione e a spendersi in prima persona per la buona riuscita del progetto. Ringrazio infine, a nome del club, il Metropolitan Museum per aver concesso alla Sardegna una vetrina di primissimo livello. Invito inoltre il curatore Sean Hemingway a venire a trovarci in Sardegna quanto prima per accogliere il Met da noi alla stessa maniera».

Proprio Sean Hemingway ha preso successivamente la parola: «La tristezza per la fine di questa esperienza è soppiantata dalla gioia per aver conosciuto tantissimi nuovi amici, dunque non vediamo l’ora di creare nuove collaborazioni con la Sardegna nel prossimo futuro. Oggi si celebra la fine di questa fantastica collaborazione. Ringrazio il presidente Muroni e il team della Fondazione Mont’e Prama per averci dato questa fantastica opportunità». L’addio del Gigante Manneddu a New York è stato celebrato anche in collaborazione con l’Italian Trade Agency (Ice), l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, e i Gruppi d’Azione Locale di Sinis, Sulcis, Barbagia-Mandrolisai-Gennargentu e Barbagia durante l’evento "Enjoy Sardinian Wine & Food delicacies”, che ha lo scopo di portare negli Stati Uniti le prelibatezze del territorio isolano. «È estremamente importante per Ice portare negli Stati Uniti prodotti italiani autentici e genuini – ha dichiarato il Deputy director, Giovanni Mafodda –, siamo orgogliosi del lavoro che stanno facendo la Fondazione Mont’e Prama e la Regione grazie alle quali abbiamo potuto portare qui a New York prodotti di primissimo livello per diffondere i gusti originali del nostro paese e combattere il fenomeno dell’Italian sounding, consistente nell’uso di parole così come di immagini, colori, riferimenti geografici, marchi evocativi dell’Italia per promuovere e commercializzare prodotti, soprattutto ma non esclusivamente agroalimentari, che in realtà non sono made in Italy». La conclusione è toccata a Muroni: «Si chiude un viaggio lungo dodici mesi grazie al quale abbiamo presentato un biglietto da visita della Sardegna, con le sue meraviglie archeologiche che hanno fatto da ambasciatrici della bellezza e della storia antica dell'isola».

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